La Repubblica Popolare di Cina rafforza la propria immagine green con nuovi progetti pro-ambiente a Pechino. Il nuovo piano portato avanti dalla nazione asiatica è quella di creare una svolta green diminuendo i danni ambientali.

Il paese infatti deve fare i conti col suo pesante passato di industrializzazione che, per quanto abbiano consentito all’economia di crescere a dismisura, dall’altro ha creato notevoli problemi in molte aree del paese. Per porvi rimedio la Cina ha inserito la lotta all'inquinamento al vertice della propria agenda politica.

Sono numerosi i progetti posti in cantiere e tra questi uno dei più interessanti è la Liuzhou Forest City, la prima città-foresta cinese, presso Guanxi nella provincia meridionale della Cina.

L’amministrazione di Liuzhou ha deciso di avviare il coraggioso progetto di un nuovo insegiamento urbano completamente immerso nella natura. Questo polmone verde ogni anno potrà assorbire 10mila tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili, oltre a produrne 900 di ossigeno. Tutto merito dei 40mila alberi che ricopriranno interamente i suoi edifici e di oltre un milione di piante di più di 100 specie che affiancheranno i viali su un’area di 175 ettari. L'insediamento sarà autosufficiente dal punto di vista energetico e nelle strade potranno transitare solo automobili a motore elettrico.

Un progetto che porta una firma italiana, quella di Stefano Boeri Architetti, lo stesso studio italiano che ha realizzato il Bosco Verticale a Milano, e che dovrebbe essere ultimato nel 2020.

Xi Jinping nel frattempo sta portando avanti anche la Grande Muraglia Verde, un programma forestale lanciato già dal governo nel 1978 per far crescere a nord-ovest di Pechino una foresta di 250mila chilometri quadrati di superficie e 4.500 di lunghezza e contrastare la minaccia del deserto del Gobi.