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Ferri e gomitoli contro il gelo Stampa
Scritto da Ylenia Berardi   
Martedì 07 Febbraio 2012 12:13

knittingLa neve e il gelo di queste settimane fanno venire voglia di coprirsi di lana e starsene a casa davanti alla tv: un connubio perfetto per farsi contagiare dalla "knitting mania", come la chiamano gli americani.

Da qualche tempo, si sta espandendo il fenomeno di riprendere quell'antica arte del lavoro a maglia insegnataci dalle nonne, così tanto da contagiare anche il mondo del design e dell'arredamento d'interni.

Punti oversize e fili spessissimi danno vita a complementi d'arredo rigorosamente intrecciati. Dai celebri "Knit Stools", morbidissimi sgabelli, di Claire Anne O'Brian (claireanneobrien.com) agli spiritosi sofà "Pleats-Pleats" di Imaginary Office disegnati da Daniel Hedner (www.imaginaryoffice.se) fino alle particolarissime lampade "Matt" prodotte da Casamania e firmate llov&Granny (www.casamania.it). Il filo di lana, insomma, scatena la creatività dei designer ma spesso si contamina con altri elementi per rendere gli oggetti durevoli nel tempo o magari ecologici. Esclusivamente pura lana, invece, per i capolavori dell'artista concettuale Shauna Richardson (shaunarichardson.com) che riproduce animali a grandezza naturale con il filo lavorato all'uncinetto: splendida la rivisitazione di una testa di cervo.

E se avete dimenticato i segreti della nonna, non c'è da preoccuparsi: il web è pieno di siti e video dedicati all'arte del knitting. Per non parlare degli appuntamenti ai Knit cafè.

Non ci sono scuse, tanto più che l'inverno è ancora lungo!

(da ecoseven.net)

 
Petrocchi, la calzoleria artigiana per celebrità Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 05 Febbraio 2012 21:18

petrocchiNel cuore di Roma, là dove tra via Nazionale e via Giulia vanno diramandosi stretti vicoli ricchi di fascino e storia, si trova una piccola bottega artigianale, che da oltre sessantacinque anni realizza calzature di qualità, molte delle quali indossate da divi del cinema, maestri dell'arte e della musica, creatori dell'alta moda, personalità italiane e internazionali appartenenti al mondo dell'imprenditoria e dell'aristocrazia. In vicolo Sugarelli numero 2 il tempo pare essersi fermato, mantenendo intatto, attraverso una lunga tradizione familiare, lo spirito della tradizione artigianale italiana.

«La calzoleria Petrocchi - spiega Daniela Ridolfi, che insieme al maestro artigiano Marco Cecchi porta avanti la bottega - è stata fondata a Roma nel 1946 da Tito Petrocchi, zio materno di mio padre, Bruno Ridolfi, che ha proseguito l'attività lungo tutti gli anni '70 e '80 - racconta Daniela -. Grazie all'estro del fondatore, la calzoleria ha potuto vantare realizzazioni importanti, nate anche dalla collaborazione con realtà quali Cinecittà e il Teatro Sistina, perché originariamente la bottega si trovava in via Sistina».

«I sandali indossati da Kirk Douglas nell'Ulisse, ad esempio, sono stati realizzati qui - fa sapere - così come le scarpe di Silvana Mangano nel film Mambo, dal cui modello deriva il celebre tacco 'Mambo', nel quale sono rispettati i canoni di eleganza come l'altezza, accompagnati però da una grande comodità. E molte altre celebrità compaiono tra i clienti storici della calzoleria, quali Marlene Dietrich, Marcello Mastroianni, Ennio Morricone, Sergio Leone e Robert De Niro, che in 'C'era una volta in America' indossava scarpe realizzate da mio padre».

 
Si chiude Pitti bimbo Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 21 Gennaio 2012 22:10

pitti_bimboSi chiude oggi alla Fortezza da Basso di Firenze l'edizione numero 74 di Pitti Bimbo, registrando un'affluenza finale che rispecchia l' andamento di Pitti Uomo: sono i mercati esteri a trainare la domanda, con ottime performance per i compratori da Russia (+14,5%), Giappone (+80%), Brasile (+18%), Stati Uniti (+17%), Corea del Sud (+15%), Turchia (+15%), Ucraina (+18%). In aumento anche la presenza di compratori da Hong Kong, Danimarca, Polonia, Israele, Kazakistan, Kuwait. In calo, come previsto dalla prima stima sull'affluenza dei buyer diffusa ieri da Pitti Immagine, le presenze da Spagna, Grecia, Portogallo.

In lieve diminuzione anche il numero dei compratori italiani, a riflettere il quadro economico generale che caratterizza in questo momento l'Italia. Complessivamente il numero dei compratori dovrebbe attestarsi sulle 8.000 presenze, di cui oltre 2.700 i buyer esteri, e un totale di circa 10.000 visitatori intervenuti. 'Tra gli stand si e' respirata energia - afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - gli espositori sono molto soddisfatti, c'e' stata una qualita' molto alta delle presenze e, nonostante il prevedibile calo degli italiani, lo sappiamo tutti la situazione nel nostro paese e' difficile, i consumi sono al minimo e i negozianti fanno un'enorme fatica, si sono visti tutti i negozi piu' importanti, le boutique e i department store internazionali'.