rassegnaQuesta mattina aperture in ordine sparso per i principali quotidiani. Sulle prime pagine:

La sferzata di Papa Francesco: <<Basta faraoni e arrampicatori>>.

Renzi: <<Faremo il Ponte sullo Stretto ma prima le emergenze del Sud>>.

Si rafforza la pista attentato per l’aereo caduto in Egitto, la Russia ferma i voli.

Politica e dintorni

Francesco Maesano sulla Stampa: “Il ponte sullo Stretto di Messina? <<Certo che si farà>>. Parola del presidente del Consiglio in un’intervista rilascia a Bruno Vespa nel suo nuovo libro. <<Prima di discuterne sistemiamo l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche. Poi – ha spiegato il premier – faremo anche il ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il sud. Dall’altra parte dobbiamo finire la Salerno Reggio Calabria. Quando avremo chiuso questi dossier – prosegue Renzi – sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia>>.

 

Oggi i parlamentari di Sinistra e libertà e gli ex del Pd terranno a battesimo un nuovo gruppo allargato, un soggetto politico che guarda a sinistra oltre il Pd di Renzi. Goffredo De Marchis (Repubblica) riporta la soddisfazione del premier per l’intervista rilasciata ieri da Pierluigi Bersani (<<Chi se ne va sbaglia e senza Pd addio sinistra>>, aveva detto l’ex segretario). “E’ una buona notizia che Bersani rifiuti con parole nette la scissione>> avrebbe commentato Renzi”.

Caso scontrini anche per Renzi? “Palazzo Vecchio consegnerà alla Corte dei Conti le fatture e le ricevute fiscali sostenute in quasi cinque anni dal premier al tempo in cui era sindaco di Firenze. Lo fa a poche settimane dall’apertura di un fascicolo da parte della magistratura contabile”. Luca Serranò e Massimo Vanni per Repubblica.

 

Domani Silvio Berlusconi salirà a Bologna sul palco allestito da Matteo Salvini. Scrive Aldo Cazzullo sulla prima del Corsera: “Forza Italia e l’alleato inevitabile. Dopo la fine delle larghe intese e dopo la rottura del Patto del Nazareno , l’alleanza con i leghisti e la ricostruzione del centrodestra è per Berlusconi la via obbligata”. Sulla Stampa Amedeo La Mattina raccoglie pareri e opinioni: “Per Giuliano Ferrara è una scelta sconveniente, una mossa che non ha futuro. Ironico Pietrangelo Buttafuoco: Berlusconi sta meglio al bar con Bossi. Di parere opposto il politologo Alessandro Campi: Non poteva sottrarsi, ne uscirà alla grande”. Francesco Cramer (Il Giornale): “Berlusconi lavora al discorso di domani. Saranno centrali fisco e mancata crescita. <<Giusto che Salvini chiuda, io sono un ospite>>”. Sul Foglio Mario Sechi intervista Roberto Maroni: <<Salvini può fare il leader. E’ libero da tutti gli schemi dei vent’anni precedenti. Bologna è l’inizio di una scolta per vincere a Milano, Napoli, Roma, Torino>>.

Giustizia

Anna Maria Greco scrive sul Giornale: “Il grido di Mantovani dal carcere. <<Colpito da odio e invidia sociale>>. La presunzione di innocenza è un principio giuridico rispettato o una scatola vuota? Due recenti casi di cronaca riaccendono i riflettori sui tempi lunghi dei processi e sull’uso della carcerazione preventiva. Quello di Calogero Mannino, che dopo l’assoluzione nel processo Stato-mafia accusa: <<Alcuni pm mi hanno sequestrato per 25 anni>>.E quello dell’ex vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, a San Vittore dal 13 ottobre con l’accusa di corruzione, concussione e turbativa d’asta, che dopo il no del Tribunale del Riesame alla scarcerazione dice: <<L’odio e anche l’invidia sociale mi hanno portato in carcere. Se una segnalazione è interpretata come costrizione o induzione allora si dovrebbe portare in tribunale mezza Italia>>. Intanto un’interpellanza di deputati di Forza Italia, da Brunetta a Santanché, chiede al Guardasigilli Orlando di fare chiarezza <<su un caso di applicazione della custodia cautelare in carcere che non può che sollevare più di un dubbio in merito all’idoneità della misura come extrema ratio>>”.

 

Il consiglio dei ministri ha rimosso il prefetto di Palermo Francesca Rita Maria Cannizzo. Nei giorni scorsi il nome del prefetto era comparso nella vicenda dei beni confiscati alla mafia che vede tra gli indagati il giudice Silvana Saguto ed altri magistrati. Ne scrive, tra gli altri, Riccardo Arena sulla Stampa.

 

Atac nel mirino. La municipalizzata dei trasporti di Roma ha speso, tra il 2011 e il 2015, 2.5 milioni di euro in servizi legali, una cifra pagata a studi esterni nonostante la società abbia già un ufficio ad hoc interno con 21 persone stipendiate. Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione, ha scritto all'azienda per chiedere conto di queste spese. L’articolo di Ivan Ciammarusti sul Sole 24 Ore.

Economia

E’ arrivato vicino al traguardo l’iter di approvazione delle nuove regole per i salvataggi bancari. Stefania Tamburello sul Corsera: “Rush finale per le approvazione delle regole sul bail in. Addio salvataggi di Stato, pagheranno azionisti e depositanti. Garantiti i conti fino a 100mila euro. La norma introduce strumenti di controllo preventivo per prevenire i crac bancari”.

 

Il piano per le pensioni di Tito Boeri non piace a Oscar Giannino che sul Messaggero sentenzia: “E’ una proposta che non pensa ai giovani”.

 

In Telecom Italia è scontro al vertice ma l’amministratore delegato Marco Patuano esclude le dimissioni. Gianluca Paolucci sulla Stampa: “Il duello è con il presidente Giuseppe Recchi su questioni che vanno dal ruolo della Cassa Depositi e Prestiti alla conversioni delle azioni di risparmio”. Intanto i francesi di Orange fanno sapere: <<Guardiamo con interesse all’Italia>>.

 

Oggi sciopero dei supermercati. “Da Auchan a Carrefour si fermano le grandi catene per protestare contro il mancato rinnovo del contratto”. Luisa Grion su Repubblica

 

Negli Stati Uniti la disoccupazione scende al 5%. A ottobre sono stati creati 271 posti di lavoro. I salari crescono del 2,5% e gli ultimi dati rendono più concreta la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a dicembre. Tuttavia è troppo presto per dire che la crescita mondiale non corre più rischi di frenata. Su Repubblica l’intervista al Premio Nobel Robert Engle: <<Serve prudenza, c’è ancora il rischio Cina e resta l’incognita della stagnazione europea. E’ incomprensibile la ritrosia dei governi a investire nelle infrastrutture persino con i tassi così bassi>>.

 

Papa e caso “Vatileaks 2”

<<Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare>>. Così Papa Francesco in un'intervista al giornale di strada olandese "Straatnieuws" nella quale mette in guardia dalla <<tentazione della corruzione>> che c'è sempre nella vita pubblica, <<sia politica, sia religiosa>>.

 

Sempre da leggere Giuliano Ferrara che sul Foglio ragiona: “Francesco critica i vescovi che spendono. Ma un trattamento grillino della Chiesa è una cattiva idea. Il denaro non serve solo a fare l’elemosina, e il diavolo spesso usa mezzi pauperistici per farsi sentire”.

 

Intanto proseguono le rivelazioni sullo scandalo “Vatileaks 2”. Fiorenza Sarzanini sul Corsera: “Nell’inchiesta sui corvi spunta un ex giornalista Rai funzionario a Palazzo Chigi. Lavora nella segreteria di Gozi ed è consulente del sindaco Nardella”.

 

Esteri

Putin ha annunciato la sospensione di tutti i voli dalla Russia verso l’Egitto, su raccomandazione del capo dei servizi segreti russi. La decisione è stata presa quasi una settimana dopo che l’aereo russo della compagnia Metrojet si è schiantato nel Sinai, in Egitto, in circostanze ancora poco chiare. Negli ultimi due giorni è diventata sempre più probabile l’ipotesi di un attentato terroristico. Un articolo di Francesca Paci sulla Stampa spiega: “Hanno colpito il posto più sorvegliato dell’Egitto. Così mettono in ginocchio l’economia. Ahmed Neguib, analista ed oppositore del regime d

​ell'ex presidente​

 Mubarak: 

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<C’è in corso un tentativo di rovesciare Al Sisi da parte dell’intelligence. Gli islamisti si sono inseriti>>”.

 

L’amministrazione Obama ha bocciato la costruzione di Keystone XL, l’oleodotto che dovrebbe trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada , fino al golfo del Messico. <<Il dipartimento di Stato dopo consultazioni è giunto alla conclusione che l’oleodotto non è negli interessi degli Stati Uniti e io sono d’accordo>>, ha annunciato il presidente degli Stati Uniti. E ha lanciato un messaggio chiaro: <<Non è negli interessi dell’America>>. La priorità è un’altra. <<La leadership dell’America sui cambiamenti climatici>>, ha spiegato. Federico Rampini (Repubblica): “Dopo 7 anni di battaglie ambientaliste schiaffo di Obama ai petrolieri”.