rassegnaOggi sui principali quotidiani italiani:

Elezioni in Francia: trionfa Le Pen

Prosegue il dibattito sulle candidature per le amministrative

 

Elezioni in Francia

Vola il Front National alle elezioni regionali in Francia: ultimo test elettorale prima dell’appuntamento presidenziale del 2017. Bernardo Valli (La Repubblica): “Dopo la strage trionfa la Le Pen, il Front National primo partito sull’onda della paura”. 

Su La Stampa intervista a Hervè le Bras, storico francese, a firma Leonardo Martinelli: <<I francesi hanno scelto la lotteria, conoscono i rischi ma ci provano. Hanno visto che sia con la destra sia con la sinistra non è successo nulla. Si ritrovano in una società dove i meccanismi di ascensione sociale non funzionano più>>. Francesca Pierantozzi (Il Messaggero) intervista Jean-Marie Colombani: <<Non governeranno mai, il vero sconfitto è Sarkozy, Due terzi dei francesi sono contro la destra radicale. Escludo la rielezione di Hollande>>.

 

Il punto di Stefano Folli su Repubblica: “I nostri populisti e il vento d’oltralpe. Al di là dell’ovvia esultanza di Matteo Salvini, quali saranno i riflessi in Italia della trionfale avanzata del Front National in Francia? E’ ancora presto per dirlo”. 

Danilo Taino sul Corsera si chiede: “L’Europa ora vacilla? L’avanzata delle destre mette in dubbio la costruzione dell’Ue così come era stata ideata. Se il Front National dovesse dettare la politica francese con Le Pen presidente, l’euro, Schengen, le libertà di commerci e le aperture intraeuropee potrebbero cadere in un effetto domino devastante”. 

 

Cesare Martinetti (La Stampa): “Ora è finita la politica del Novecento. Sono cambiate le regole del gioco, il voto a Marine Le Pen non è di protesta. Superati gli schemi su cui era basata la stessa dialettica politica nazionale”. Alessandro Campi (Il Messaggero): “Ma la vittoria del Front ha radici profonde. Oggi il Fn attrae fasce sociali molto diverse e politicamente eterogenee: persone marginali, senza voce. Lo schema populista funziona perché prescinde dalla classica dalla classica distinzione destra-sinistra”. 

 

Yves Mény intervistato su Repubblica da Anais Ginori: <<E’ uno tsunami sulle istituzioni. La Francia al punto di rottura. Il successo del Fn evidenzia le contraddizioni del sistema: un partito è primo ma praticamente assente in Parlamento>>. Alessandro Sallusti (Il Giornale): “Il voto umilia la sinistra. Il successo di Marine Le Pen non è la vittoria della paura sulla ragione ma la sconfitta di una sinistra ideologica e tecnocratica, che ha portato l’Europa sull’orlo del baratro”. Lo scrittore Marek Halter intervistato sul Corriere da Maria Serena Natale: <<La religione è entrata in politica, e la sinistra si trova spiazzata. Oggi la dimensione religiosa è diventata centrale, spiazzando la politica. Il Front alienerà i musulmani moderati e farà il gioco degli estremisti”.

 

 

Esteri

Alberto Flores D’Arcais su Repubblica: “San Bernardino, Obama alla nazione: <<Distruggeremo lo Stato islamico>>.

 

Il quotidiano di Via Solferino pubblica un’intervista al segretario di Stato americano John Kerry: <<Possiamo sconfiggere l’Isis, con Al Qaeda ci siamo riusciti. Ma dipende da Russia e Iran: abbiamo lavorato sodo per avere al tavolo russi, iraniani e sauditi>>.

 

Su La Stampa Paolo Crecchi intervista il Dalai Lama: <<Dobbiamo dialogare anche con l’Isis per avere la pace. Gli intolleranti danneggiano il proprio credo e i propri fratelli>>.

 

Politica

La Stampa intervista Gianni Cuperlo: <<Il doppio ruolo di Renzi non funziona. Per le elezioni vitali il centrosinistra e spirito dell’Ulivo>>. Critica l’operato del governo l’ex presidente Pd: <<Abbassare la soglia del contante è un messaggio contro l’illegalità. Lasciare la Tasi al terzo del paese più ricco vuol dire recuperare un miliardo e mezzo per la sanità>>.

 

Pier Luigi Bersani intervistato da Alessandro Ferrucci sul Fatto Quotidiano: <<Renzi non è riformista, ha salvato il Giaguaro>>. Prosegue l’ex segretario: <<Il riformismo radicale è un cambiamento che non si annuncia, si attua. Mentre si va avanti solo ad annunci>>-

 

Ancora caldo il tema delle candidature. Maurizio Giannattasio sul Corsera: “La nuova strategia di Pisapia: primarie, sceglierò il mio candidato”. Le parole del sindaco: <<Appoggerò uno degli sfidanti ma non ho già scelto Balzani>>. Su Renzi: <<Sbagliato ricoprire il doppio ruolo di segretario del partito e premier>>.

Maurizio Martina su Repubblica: <<Giuliano Pisapia garante o stravolge la gara. Mr Expo sa unire, ha gestito l’Expo come fosse la sua famiglia>>.

 

Pietro Senaldi di Libero intervista il sindaco di Livorno Filippo Nogarin: <<I soli rifiuti rimasti da smaltire sono i mandarini di Pd e Cgil. Quando sono stato eletto, in piazza li ho visti piangere. Si sono inventati lo scandalo immondizia per difendere i loro privilegi>>. 

 

Ernesto Galli della Loggia: “Le riforme per cambiare che (forse) non avremo. In Italia bisognerebbe modificare l’organizzazione e il funzionamento della pubblica amministrazione, sbloccare le protezioni di cui godono gruppi più vari, riordinare magistratura e giustizia, innovare la legislazione sugli appalti e sulla spesa pubblica che rende possibile il ricatto di burocrazia e politica”.

 

Economia

Daniele Manca su Corriere Economia: “Caro governo, investire in Italia è un calvario. Quel meno 0,4 negli investimenti nel terzo trimestre ricorda quanto fare impresa nel nostro Paese sia difficile”.

 

Stefano Manzocchi sul Sole: “La via italiana per la ripresa. Competenza e ricerca, la via italiana per la ripresa.”

 

Ettore Livini su Repubblica Affari&Finanza: “Paperoni d’Italia, un 2015 d’oro. A Del Vecchio la palma del più ricco. La foto di gruppo dei super-ricchi è il ritratto di un’Italia spa che cresce comunque al rallentatore ed è sempre uguale a se stessa. A Wall Street, invece, in 10 anni è cambiato tutto”.

 

Alessandro Puato su Corriere Economia: “Cassa depositi e prestiti: meno cassa (più banca?). Obiettivo: rafforzare l’impresa. Si cambia: investimenti diretti per sviluppare e salvare aziende".