rassegnaDamasco, strage dell’Isis al santuario sciita

 

Unioni civili, incognita dei voti in Parlamento

 

Truffe degli statali: buco da 4 miliardi

 

Calcio, il Milan dilaga nel derby: 3-0

 

Damasco

 

Strage dell’Isis al santuario sciita. Ne scrive Giordano Stabile inviato a Beirut per La Stampa: “L’Isis fa strage a Damasco contro gli sciiti e i negoziati. Colpita la zona della capitale protetta da Hezbollah e milizie irachene. Prima un’autobomba e poi due kamikaze: 60 morti e centinaia di feriti”. 

Gli attentati scuotono la capitale siriana proprio mentre a Ginevra sono in corso i negoziati, senza passi avanti. Lo scenario descritto da Bernardo Valli su Repubblica: “Sul tavolo il nodo del destino di Assad all’ombra della sfida tra Teheran e Riad. La rivalità tra sciiti e sunniti si è riaccesa nel Medio Oriente che sta ridisegnando i confini tracciati dalle potenze coloniali”.

 

Davide Frattini sul Corriere della Sera: “La guerra dei due Islam. I primi volontari sciiti sono venuti in Siria per difendere il santuario: si dicevano pellegrini, portavano i kalashnikov. Il coinvolgimento dell’Iran nella guerra è iniziato così”.

 

Nel frattempo la Francia avverte: “Pericolo infiltrati tra i profughi di Lampedusa. Secondo i quotidiani l’Isis avrebbe trafugato gas sarin alle porte di Tripoli”.

 

Politica e dintorni

 

Unioni civili, ancora alto lo scontro dopo il Family Day di sabato scorso. Giovanna Casadio su Repubblica: “Unioni civili, mossa Pd: ecco il patto con M5S. Tensione con Grasso sul voto segreto. Renzi: non mi faccio strattonare dal Family Day. I grillini considerano la legge Cirinnà irrinunciabile e sono pronti a votarla anche se dovesse subire modifiche significative. Tra i democratici la paura che si possa svolgere a scrutinio segreto anche l’ultimo passaggio sul provvedimento”.

 

Il retroscena di Maria Teresa Meli sul Corsera: “Unioni civili, Renzi va avanti. Il sì ai ritocchi costituzionali. Il Pd correggerà i rimandi al matrimonio”. Domani il primo voto in Aula.

 

Francesca Schianchi su La Stampa: “I renziani tirano dritto ma la roulette è il voto segreto. Guerini: rispettiamo i cattolici ma il nostro dovere è approvare la legge. E il Pd nota che l’Osservatore Romano non cavalca per niente il Family Day”.

 

Federico Geremicca sempre sul quotidiano torinese: “La piazza dura spinge anche il governo. Tutto in sette giorni, da un sabato all’altro: l’Italia laica e l’Italia cattolica hanno messo in piazza le rispettive richieste e consegnato a partiti e Parlamento un rebus di difficilissima soluzione. Quello che le mobilitazioni hanno confermato è l’assoluta inconciliabilità delle due posizioni”.

 

Vittorio Macioce sul Giornale: “La piazza fuori dal palazzo. L’impressione è che la “piazza della famiglia” ora punti a qualcos’altro: un vero e proprio partito della famiglia”.

 

Il retroscena di Anna Maria Greco sempre sul quotidiano diretto da Sallusti: “E la Cei si affida a Mattarella per bloccare la Cirinnà. I vescovi puntano sul presidente della Repubblica: l’ultima speranza dei cattolici contro la legge”.

 

Amministrative, ancora incerte le candidature nel centrodestra. Francesco Cramer sul Giornale: “Partita a scacchi sui candidati, giochi fatti a Napoli e Torino. Berlusconi e Salvini aspettano le mosse del Pd per svelare le carte. La suggestione in casa Lega: il ritorno della Moratti a Milano”.

 

Emilio Pucci sul Messaggero: “Candidati, centrodestra bloccato dai veti. Berlusconi, Salvini e Meloni a cena dopo il derby Milan-Inter. Per la Capitale torna l’ipotesi Marchini”.

 

A Roma Francesco Storace rompe gli indugi e si candida a sindaco. Per quanto riguarda il Pd, è Roberto Morassut lo sfidante di Giachetti alle primarie.  

 

Statali. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: “Le truffe dei 7mila statali. Appalti truccati, assenteismo, consulenze inutili. Il dossier della Guardia di Finanza sul 2015: in dieci mesi un danno record di quasi 4 miliardi”.

 

Primarie Usa

 

Stasera in Iowa il primo caucus per le primarie Usa. I caucus sono la prima di tre tappe per la scelta dei candidati alla presidenza: le nomination si avranno ad aprile per poi andare al congresso previsto per luglio.

 

Il testa a testa tra gli sfidanti democratici sul Corriere della Sera. Massimo Gaggi: “Bernie Sanders, il socialista che piace al popolo più anti-marxista del mondo. In questo Stato di tradizioni conservatrici e assai religioso, Sanders è acclamato sia dai giovani che dalle famiglie”. Giuseppe Sarcina: “Hillary Clinton, la paura di un altro sgambetto e l’ombra delle mail riservate. La Signora riparte dal sociale”.

 

Francesco Semprini sulla Stampa descrive le dinamiche sul fronte repubblicano: “L’establishment spera in Rubio per ritrovare l’unità del partito. L’obiettivo è il terzo posto in Iowa e la vittoria in Carolina del Sud”.

 

Economia

 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a colloquio con Andrea Bassi sul Messaggero: “Stop alla cultura dell’austerity, adesso l’Europa cambi rotta. Indebitamento sotto controllo ma servono meccanismi comuni sugli choc. Sul bilancio l’Italia si è dimostrata responsabile, ora dobbiamo crescere a un ritmo più intenso. Le banche? Sottovalutato l’impatto delle nuove regole. La gestione delle sofferenze richiederà tempo, la reazione della borsa non va presa come giudizio”.

 

Fabrizio Massaro sul Corriere della Sera: “Banche, riassetto alla prova della Borsa. Il piano B di Ubi su Montepaschi: l’ipotesi di una bad bank privata per i crediti dubbi delle due realtà post fusione”. 

 

Federico Fubini: “Nell’istituto più antico d’Italia un test sul futuro del Paese. Se non ci sono compratori dall’estero per Siena, forse è perché è impossibile capire dove sia diretta l’Italia fra cinque o dieci anni”.

 

Micaela Cappellini sul Sole 24 Ore: “Exploit di investimenti esteri, l’Italia raccoglie 75 miliardi. Il 58% degli investitori scommette sul Paese acquisendo quote di minoranza. I dati dimostrano che il nostro Paese non sta svendendo il know how ma sta attirando investimenti per la crescita del sistema. Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio da sole assorbono l’88% del valore delle operazioni”.

 

L’editoriale di Paolo Bricco: “Un toccasana per la nostra manifattura al bivio. L’impatto positivo delle M&A si fa sentire sul fatturato (+2,8%), occupazione (+2%) e produttività (+1,4%)”.