AltaRomaLa nuova collezione di Sarli, la Temporary Arch-Couture, disegnata dall'erede della maison Carlo Alberto Terranova e ispirata alle grandi opere di architettura delle metropoli mondiali, sfila in serata negli spazi de La Pelanda al Macro, aprendo la kermesse di AltaRoma, sullo scenario del Big Bambù, l'enorme opera metà scultura e metà architettura realizzata per la capitale, con migliaia di canne di bambu', dagli artisti statunitensi Mike e Doug Star.

L'Arch-Couture sarà mostrata ad oltre 500 ospiti, attesi al centro culturale La Pelanda per il defilé-mostra della maison che, oltre a mandare in passerella 34 capi della nuova collezione, accoglie i visitatori con un'esposizione di altrettanti abiti-scultura, in bianco e nero, appena usciti dalla rassegna dei Musei Capitolini, dove sono stati presentati nei mesi scorsi.

«Il Sarli-day arriva purtroppo dopo tre anni dalla scomparsa di Fausto Sarli» ricorda Terranova. «Abbiamo scelto questa location e il Big Bambù perché rappresenta il simbolo della trasformazione della maison, che vuole uscire dal palazzo per girare nelle grandi capitali della moda, nei musei. Abbiamo voluto aprirci a luoghi alternativi per raccontare il nostro lavoro e la suggestione degli ex-macelli, esempio di restauro di archeologia industriale così vivo e pulsante, ha alimentato il mio desiderio di aprire l'alta moda ad un rinnovato pubblico giovane. La couture guarda alle figlie delle clienti che amano viaggiare e apprezzano il su misura, i capi ben fatti, curati nei dettagli. Un'idea che già avevo avuto sul Ponte della Musica, nel luglio scorso, dove introducemmo lo spirito del rock nella nostra couture».

La nuova collezione è ispirata a un macro universo in 3D in cui elaborate trame di un prezioso tessuto o ellissi elicoidali diventano abiti. La nuova donna Sarli mischia la dimensione dell'eccezionale con il quotidiano in un costante melting-pot di stili e di occasioni. Una skyline fatta di linee e tessuti pregiati. Un omaggio alle architetture contemporanee, con citazioni che arrivano da Sidney, Bilbao, Abu Dhabi. Nella 'linea del cielo' o nel profilo di un abito si sintetizzano le peculiarita' della collezione. E' un'eleganza svettante costruita con rigore e sperimentazione, dove linee plastiche e definite si rincorrono come nelle volute delle forme architettoniche delle più affascinanti nuove metropoli. Le forme aeree sono protagoniste nelle giacche di gazaar e broccato in seta, come negli abiti per il giorno di crepe di lana double: coni, pieghe, ellissi che rievocano la Sidney Opera House di Jorn Utzon.

Negli abiti da cocktail, le forme si susseguono in giochi e costruzioni: pannelli e tubolari di tessuto in seta rigida e morbida si rincorrono come nelle facciate del grattacielo Adia Headquarters ad Abu Dhabi. Negli abiti da gran sera, la trasposizione architettonica si fonde nei ricami, sempre a contrasto, mentre tessere di luce esaltano l'astrattismo geometrico delle linee che rievocano il landscape del Guggenheim Museum di Bilbao. Chiude il defilé una sposa in trasparenze luminescenti di un abito fatto di trame di georgette, intrecci di linee convergenti a 'Nido di uccello' come lo Stadio di Pechino di Jacques Herzog e Pierre de Meuron che l'ha ispirato, di organza e cristalli Swarovski.

I colori sono i toni metallici delle materie impiegate nelle grandi opere architettoniche: nero, grigio, blu, carta da zucchero, rosso bruno, verde, 'bianco Sarli'. Accessori: decollete' con stiletti in acciaio, guanti corti in pelle o in tulle ricamato, velette sugli occhi.