rassegnaLa guerra in prima pagina. Aperture per Corriere e Stampa, mentre Repubblica punta sul caso Marino e sul sindaco scaricato dal Pd. Poi ovviamente politica interna, col soccorso di Forza Italia al governo che stava andando sotto sulle riforme costituzionali.

Guerra. Analisi di Adriana Cerretelli sul Sole: “C’era una volta la grande Europa di Kohl e Mitterrand”.

Sul Corriere il piano del governo per l’Iraq. “Entro un mese quattro Tornado  italiani potrebbero partecipare ai raid”, scrive Maria Teresa Meli che spiega come Renzi punti ad allargare il consenso evitando il voto in Aula. “L’attacco è consentito dalla risoluzione del 2014.

Missili russi sulla Siria. Repubblica dedica un approfondimento ai “Kalibr” che hanno una gittata di 2.600 chilometri. «È un segnale per Obama, Mosca può colpire in tutto il Medio Oriente».

Di Putin scrive anche Anna Zafesova sulla Stampa: « Lo Zar fa dimenticare l’Ucraina. Lo sfoggio tecnologico in tv rialza il morale a truppe e cittadini».

Inserto del Foglio, con giro di opinioni, intitolato: “Si può non stare con Putin? Ma quanto manca l’America”.

Il quotidiano torinese intervista l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico: «Finora l’azione militare è stata fiacca e inadeguata a fermare il Califfato. Gli Usa ci facciano usare i droni».

Del ruolo dell’Italia in Iraq si occupa Andrea Margelletti sul Messaggero.

“Renztruppen” è il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano.

Caso Marino. “Il dovere di lasciare” è il titolo dell’editoriale di Sebastiano Messina in prima pagina su Repubblica: “Non basta, non può bastare, il gesto teatrale di restituire tutti i ventimila euro spesi da Ignazio Marino per pagare le sue cene “di rappresentanza”. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro “apre” sul sindaco di Roma e dedica il primo sfoglio alla vicenda con un virgolettato di Renzi – sia pure riportato – destinato a Orfini: “Tu l’hai voluto salvare, ora muori con lui”.

“Il conto lo paga solo Roma” scrive Mario Ajello in prima sul Messaggero. «Farsi carico di una capitale richiede un surplus di consapevolezza che sembra essere mancato».

Franco Bechis su Libero sintetizza così: «Marino ridà i soldi delle cene ma il Pd non ci ridà Roma».

Anche l’Unità attacca il primo cittadino in prima pagina con un editoriale di Mario Lavia: “Bentornato sulla terra, sindaco”.

Politica interna. Verderami sul Corriere dà la sua spiegazione al soccorso di Forza Italia nei confronti della maggioranza che ha rischiato di finire sotto per un voto a scrutinio segreto su un emendamento alle riforme costituzionali: Berlusconi è fiducioso che possa essere reintrodotto il premio di coalizione.

Toti al Messaggero dice: «Non c’è nessun ritorno al Nazareno, ma siamo una forza responsabile».

Sulla Stampa Amedeo Lamattina evidenzia invece le divisioni all’interno di Forza Italia e scrive che si incrina l’asse con la Lega.

Sul Giornale Paolo Bracalini scrive che Quagliariello sta pensando di lasciare l’Ncd di Alfano. Ancora incerto il suo approdo, forse nell’area Fitto.

Stefano Folli su Repubblica si concentra sul patto nel Pd per le modalità di elezione del presidente della Repubblica: occorreranno i tre quinti dell’assemblea “il che imporrà la ricerca di una mediazione con almeno uno dei gruppi dell’opposizione”.

Del nuovo Senato si occupa Roberto D’Alimonte sul Sole e ricorda che sarà eletto un pezzo per volta e sarà completo soltanto nel 2020.

Riprende il dibattito e il balletto sulle unioni civili. Nulla di nuovo come conferma un’intervistina di Repubblica a Maurizio Sacconi così titolata: “Un grimaldello per far adottare i bambini ai gay, non ci stiamo”. 

Economia. Il Messaggero intervista il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «Subito salari legati alla produttività, non si torna indietro. È inevitabile lo strappo col sindacato, nessun assist a Renzi».

Sulla Stampa l’allarme del Fondo monetario internazionale sulle sofferenze: “In Italia 200 miliardi di crediti deteriorati. E la bad bank è ormai difficile da attuare”.

Il Fatto quotidiano scrive che oggi alle 16 a Palazzo Chigi la Commissione per l’accesso agli atti vieterà di consultare i contratti derivati sottoscritti dal Tesoro negli anni Novanta con ventuno banche. La definizione usata dal giornale è “segreto di stato”.

Il Giornale scrive dei novant’anni di Caprotti, il patron di Esselunga celebrato dai dipendenti.

Esteri. Del piano dell’Europa per i rimpatri dei profughi scrivono tutti i giornali.

Caso Volkswagen. Sul Sole un editoriale di Malan: «La linea dura della Merkel nell’interesse dell’industria». Il quotidiano illustra il pieno di rientri della casa automobilistica tedesca.

Il ritorno dei femminicidi è in prima pagina su Repubblica e Corriere. Ne scrivono due donne: Concita De Gregorio e Barbara Stefanelli. A quando un uomo sul tema?