malkkiManca meno di un mese alle elezioni amministrative e l'attenzione è alta sulla rappresentanza femminile negli enti locali. Per l'occasione il Ministro Mara Carfagna e Anci promuovono una "Campagna a favore della democrazia paritaria nei comuni italiani" per chiedere ai candidati sindaci di impegnarsi pubblicamente ad "includere nei propri programmi elettorali un'assunzione di responsabilità concreta verso le esigenze della popolazione femminile, a partire da una equa rappresentanza di genere nella composizione delle giunte". L'iniziativa anticipa, come ha ricordato il Ministro Carfagna, i contenuti di un disegno di legge che intende concedere agli elettori la possibilità di esprimere due preferenze alle elezioni comunali, a patto che si tratti di preferenze di genere diverso. Non quote rosa, ma quasi. A proposito di quote, ancora fresco è il successo della proposta di legge bipartisan a firma Lella Golgo e Alessia Mosca, che introduce la presenza obbligatoria delle donne nei Cda delle società quotate in borsa.

Tutte misure che sembrano necessarie a fronte del grave ritardo che il nostro Paese sconta, in confronto agli altri europei, nel sostenere una selezione e una promozione della classe dirigente che siano rispettose del principio di equa rappresentanza.

Politica ed economia non sono gli unici contesti, sebbene i più in vista, ad essere afflitti dalla mancanza di una presenza femminile massiccia, e questa volta non è solo un limite italiano. Stasera, al Teatro alla Scala, debutta un'opera di Luca Francesconi, "Quartett", dall'omonima pièce teatrale di Heiner Müller e liberamente tratta da "Le relazioni pericolose" di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Lacos. Non sarà comunque questa la "prima" di ieri che passerà alla storia: come non ricordare Susanna Mälkki, prima donna a dirigere un'opera alla Scala? La musicista finlandese, classe 1969, è l'esempio che le quote rosa non servono. Il direttore di un'opera non viene eletto dal popolo né viene nominato da un ristretto numero di persone, ma è comunque un ruolo di potere e come tale è difficilmente accessibile al genere femminile. Forse anche per questo che la Mälkki ha deciso di accedere alla buca del Piermarini in pantaloni, preferendoli all'abito da sera.