Questa mattina le aperture dei giornali sono monopolizzate dalla strage al corteo pacifista in Turchia. Sulle prime pagine anche Renzi che promette sgravi fiscali agli imprenditori che investono e gli sviluppi sulle dimissioni di Marino da sindaco di Roma.

 

 

 

 

Marino lascia, i partiti scelgono i candidati

 

Ignazio Marino ribadisce che lunedì formalizzerà le sue dimissioni e lascia capire che saranno irrevocabili. Anche se, come fa notare Francesco Bei su Repubblica, il Pd non si fida fino in fondo. “I dem sono convinti che l’ex chirurgo studi la strategia del <<gambero>> per tornare indietro. Matteo Orfini ha già avvisato: <<Niente trucchi>>”. Intanto le forze politiche si mettono al lavoro per trovare il candidato giusto. Il Pd cerca il <<papa straniero>>. Giovanna Casadio sul giornale diretto da Ezio Mauro: “Renzi minaccia di decidere motu proprio chi correrà dopo Marino. Il partito vuole evitare di rinunciare ancora a importanti capoluoghi ma da Roma a Milano i dem si ritrovano senza classe dirigente”. Come scrive Fabio Martini (La Stampa), Il Pd teme che Marino si ricandidi con una sua lista. Sul web raccolte 27mila firme per farlo restare al suo posto. Sul Corsera Andrea Sensi scrive che Berlusconi per Roma, ma anche per Milano, vorrebbe un imprenditore mentre non convince Giorgia Meloni.

 

 

Per il ruolo di Commissario romano, invece, era stato fatto anche il nome del presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, il quale però ha smentito nettamente ogni suo possibile coinvolgimento: <<Sto facendo il presidente dell’Anac e continuerò a farlo>>. Mentre con un’intervista a Repubblica, Alfonso Sabella dà la sua disponibilità: <<Io commissario? Sono disposto a farlo. Porrei condizioni per i controlli sugli appalti e le concessioni>>.

 

 

Centra il bersaglio l’editoriale sulla prima del Corsera a firma Antonio Polito: “Ora torni la buona politica nelle città. La vera lezione dell’incredibile vicenda romana sta nel fallimento dell’idea che l’amministrazione della cosa pubblica non debba essere affare delle politica e dei partiti ma che vada affidata a chi è più capace di presentarsi come il nemico dei partiti e alieno alla politica”.

 

 

Da segnalare anche Mattia Feltri sulla Stampa: “Rifiuti, clacson, multe non pagate: il problema di Roma è chi ci vive. Dalle auto in doppia fila ai televisori lasciati per strada fino alle fatture negate: si giustificano le piccole ruberie quotidiane con le grandi ruberie dei politici”.

 

 

 

Economia

 

<<Chi nel 2016 investirà in beni strumentali della propria azienda avrà la possibilità di portare in ammortamento non il 100 per cento ma il 140 per cento. Varrà per un anno solo>>. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi dal palco di Unindustria di Treviso. Annota un commentatore attento come Dario Di Vico (Corsera): “Renzi ha deciso di cambiare marcia e ha scelto l’assemblea degli industriali di Treviso come prova generale. Ha sciorinato l’intero campionario di un ottimismo nazionale rivisitato negli anni ’10. Voleva convincere i 2mila imprenditori presenti- che alle ultime Regionali hanno votato Luca Zaia e non Alessandra Moretti – di aver pronto per loro il Partito dell’Impresa. E a giudicare dagli applausi, ci è riuscito”.

 

 

Alessandro Penati (Repubblica): “Un nuovo mostro burocratico dietro l’araba fenice della concorrenza. Il Parlamento è riuscito perfino a peggiorare il testo dell’esecutivo. Dai notai agli studi legali, dai carrozzieri ai fondi pensione, tutti i dietrofront. Viene fuori una specie di suk in cui lo stato negozia con tutte le parti”.

 

 

Sulla Stampa intervista a Filippo Taddei, responsabile economico del Pd: <<Un nuovi sistema contrattuale per aumentare la produttività. La riforma tocca alle parti sociali. Se no, interviene il governo. Metteremo a punto incentivi più moderni fondati sul salario ma anche su servizi e welfare. E si può ragionare anche sul salario minimo>>. 

 

 

Da segnalare il reportage di Tonia Mastrobuoni (La Stampa) da Wolfsburg la città fabbrica colpita dallo scandalo delle emissioni truccate. “Tra l’orgoglio tradito e lo spettro della cassa integrazione. La Volkswagen resta una famiglia”.

 

 

Domani scatta la maxi –offerta pubblica di Poste Italiane. Sul Sole 24 Ore: “In vendita 453 milioni di azioni. Il 60% dei clienti ha solo un prodotto postale ma la società punta a incrementare le vendite”.  

 

 

 

Esteri

 

Almeno 95 persone sono morte e 245 sono rimaste ferite nel centro di Ankara a causa di due esplosioni che hanno colpito una manifestazione di protesta contro la guerra tra governo turco e Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan). Quello di ieri è stato l’attacco terroristico più grave nella storia della Turchia. Guido Olimpio sul giornale di Via Solferino: “E’ il tassello di un’offensiva più ampia. L’obiettivo è colpire il dialogo con i curdi. Tornano in mente i delitti ordinati dall’intelligence ma c’è anche una cellula dell’Isis”. Gian Micalessin (Il Giornale): “In Turchia è guerra segreta. Tre attacchi in pochi mesi. Lo spettro delle collusioni Stato-servizi segreti”.

 

 

Maurizio Molinari (La Stampa): “Gerusalemme e Gaza, nuovi agguati e morti. Ancora tensione all’indomani della battaglia nella Striscia che ha causato 7 vittime. Il premier israeliano Netanyahu richiama i riservisti”.

 

 

Repubblica intervista il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: <<Ad Ankara attacco dei nemici della pace in Medio Oriente. La Turchia è un alleato e siamo interessati alla sua stabilità>>. Sulla crisi israelo-palestinese: <<Se l’Isis alza la sua bandiera sui Territori avremo conseguenze incalcolabili. Gli inviti a una nuova Intifada sono irresponsabili. Ma Israele deve contribuire alla de-escalation>>.

 

 

Sul Sole 24 Ore, Vittorio Emanuele Parsi parla della “tempesta perfetta che può travolgere il Medio Oriente”. Turchia, Siria, le violenze tra israeliani e palestinese, l’Isis. La posta in gioco è alta: “Il collasso del sistema potrebbe anche arrivare a travolgere l’accordo sul nucleare iraniano”.

 

 

 

Altro

 

Sergio Mattarella ha conferito18 onorificenze al Merito della Repubblica a cittadini italiani e stranieri che si sono distinti per atti di eroismo, per il loro impegno nel volontariato, nell'integrazione, nella legalità, nel soccorso ai migranti, nella disabilità, nella cittadinanza attiva, nel contrasto ai fenomeni di violenza. Scrive Marzio Breda sul Corsera: “Ecco i 18 eroi <<normali>>. Il presidente cambia registro e lega, nella lista, l’inventario delle emergenze”.

 

 

La Stampa intervista Giuseppe Tornatore: <<Faccio spot per essere libero sui film. Così finanzio i progetti a cui tengo. Delle serie tv invidio non avere limiti nei tempi di narrazione>>.