La delicata riapertura in Italia della Fase-2 coincide con quella settimanale delle Borse. Le difficili condizioni provocate dal Covid, col primo trimestre peggiore in oltre 100 anni di storia dei Paesi occidentali, si riflettono inevitabilmente sull’economia, così come le nuove tensioni venutesi ad alimentare tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Popolare di Cina.

Mentre le borse di Cina, Corea e Giappone risultano chiuse per festività, quella di Hong Kong resta aperta, registrando un rosso del 4%. Al di là delle ultime accuse rivolte alla Cina dal segretario di stato americano, Mike Pompeo, di aver creato il Covid e di averne successivamente nascosto le prove e la reale portata, ad avere realmente influenza sul crollo finanziario dietro alla propaganda presidenziale sono le nuove minacce di dazi proposte da Trump.

Al contempo aumentano le preoccupazioni per l’eccessiva disponibilità di greggio causata dal drastico calo della domanda. Calano al 7% le quotazioni della principale qualità, la Wti, scambiati ora a 18,3 dollari al barile, come la Brent del Mare del Nord che cala del 2% a 25,9 dollari al barile.

Le borse statunitensi tuttavia hanno segnalato netti recuperi nel mese di aprile su tutte le principali piazze, con Wall Street che tocca un rialzo del 15% sull’indice S&P 500 e Nasdaq il 18%.

In rialzo lo spread tra Buoni del Tesoro poliennali (Btp) e Bund sul Mercato telematico dei titoli di Stato. Sale pertanto a 244 punti base il differenziale di rendimento tra i Btp in scadenza per agosto 2030 e i corrispettivi tedeschi, dagli ultimi riferimenti registrati su 239 punti. Anche il rendimento dei Btp decennali, indicato ora all’1,88%, è in sensibile rialzo dal precedente 1,81% dell’ultima chiusura.

Sotto osservazione l’inizio della “Fase 2” in Italia per comprendere gli effetti della riapertura e il ritorno parziale alla quotidianità, mentre sono attesi per domani, martedì 5 maggio, i pronunciamenti della Corte Costituzionale tedesca, la quale emetterà il proprio verdetto a riguardo della nuova proposta di allentamento quantitativo (Quantitative Easing) proposto dalla Banca Centrale Europea, la quale sarà soprattutto occasione di monitoraggio da parte degli investitori sulle indicazioni in arrivo dai nuovi indici sulla fiducia nel settore manifatturiero dell’Europa.