Il Decreto Rilancio, approvato una settimana fa dal Consiglio dei ministri, è ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale, in grado di garantire coi suoi 266 articoli e 55 miliardi fino a 1200 euro per i richiedenti e comprendente tutti i bonus tra cui quello “babysitter” e “centri estivi”.

Per le piccole imprese sono stati prolungati i tempi di rimborso dei prestiti da 25mila euro garantiti al 100% dallo Stato che passeranno da 6 a 10 anni, non appena sarà approvato l’emendamento al decreto imprese. Saranno inoltre stanziati aiuti a fondo perduto non solo per gli autonomi professionisti (terza tranche prevista da 1000 euro) ma anche per le piccole imprese fino a 5 milioni di fatturato. Saranno tuttavia escluse tutte quelle che non rispetteranno le regole anti-Covid per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Alle Camere tuttavia restano dei nodi irrisolti. Anzitutto quello delle scuole paritarie, a cui il ministro Elena Bonetti (Italia Viva) ha ripromesso un impegno da 120 milioni, oltre alle categorie di professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto previsti per le imprese. La politica avrà a disposizione per le correzioni una dote di 800 milioni.

In attesa di risoluzione inoltre il nodo sullo stop ai licenziamenti, previsto nel decreto Cura Italia ma rimasto al momento escluso dal nuovo decreto e scaduti il 17 maggio, per cui si propone una proroga di altri tre mesi inserendolo nel decreto Rilancio. Si presenta quindi il rischio di licenziamenti per giustificato motivo da parte di imprese in difficoltà. Emergenze, quelle di chi rischia di perdere il posto fisso in questo periodo, accompagnate anche dai contratti a tempo determinato in scadenza in questi mesi di crisi.