La filiera agroalimentare è la vera ricchezza del nostro Paese ed eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo. Un settore su cui puntare e investire, anche in formazione.  

L’importanza dell’agroalimentare in Italia

Il settore agroalimentare nell’ultimo biennio si è dimostrato la vera forza del Paese, registrando un aumento del 4% rispetto al record di 41,8 miliardi del 2018. Ciò significa che mai come nel 2019 sulle tavole di tutto il mondo sono stati consumati prodotti italiani. Il rapporto The European House Ambrosetti sottolinea che la filiera agroalimentare estesa è la prima ricchezza italiana ed è un settore in crescita e che favorisce l’occupazione, specialmente quella giovanile. Nello specifico, la filiera «genera un fatturato totale di 538,2 miliardi di Euro (pari alla somma del PIL di Danimarca e Norvegia), un valore aggiunto di 119,1 miliardi di Euro (4,3 volte le filiere estese dell’automotive e dell’arredo e 3,8 volte la filiera dell’abbigliamento estesa) e sostiene 3,6 milioni di occupati (pari a 18% degli occupati totali in Italia), con 2,1 milioni di imprese».

Non solo, l’agroalimentare ha retto bene anche durante la prima ondata della pandemia. Infatti, uno studio pubblicato a settembre 2020 afferma che «l’agroalimentare è l’unico settore che resiste all’emergenza coronavirus, che ha fatto crollare i fatturati di tutti gli altri comparti protagonisti del Made in Italy».

Puntare sull’agroalimentare per il futuro

L’intera filiera riveste un’importanza strategica nel nostro Paese e diventa più importante che mai investire sul futuro del settore in Italia. Proprio questo, infatti, è l’obiettivo della nuova borsa di studio nata dalla partnership tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) e TIMAC AGRO Italia. Si tratta di un’opportunità di studio rivolta alla categoria degli esperti nei processi di produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione degli alimenti, più semplicemente ai futuri manager della filiera.

TIMAC AGRO Italia, azienda specializzata nella nutrizione vegetale, filiale italiane di Groupe Roullier e tra i principali attori italiani nella filiera, finanzierà completamente una borsa di studio di 6mila euro che garantirà la copertura dei costi del primo anno del «Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari e Gestione della Filiera», per l’anno 2020/2021. Si tratta di un corso di laurea unico nel suo genere che punta a «preparare dei manager di filiera, a cui servono capacità di gestione dei processi dell’intera catena, facendo convergere le esigenze della globalizzazione con la valorizzazione del Made in Italy tradizionale» si legge nel sito dell’Ucbm.

Tra le motivazioni che hanno spinto alla realizzazione di questo progetto, la necessità di «rafforzare sempre di più il sistema agroalimentare italiano, che ha un ruolo strategico per il Paese e non solo in relazione alla situazione emergenziale dovuta al Covid-19» ha spiegato Pierluigi Sassi, amministratore delegato di TIMAC AGRO Italia.

La partnership tra l’ateneo e TIMAC AGRO nasce a seguito dell’adesione dell’azienda al Comitato Università Imprese del Campus Bio Medico che si propone di avvicinare la formazione e il lavoro. Infatti, oltre alla borsa di studio, la collaborazione prevede anche la possibilità di sviluppare insieme all’azienda il progetto di tesi di laurea. «La presenza del mondo produttivo in aula è un fattore determinante per la formazione dei nostri studenti, per far capire loro l’importanza di acquisire non solo conoscenze e competenze tecniche avanzate, ma anche un insieme di soft skills tra cui le capacità relazionali, la flessibilità e lo spirito di iniziativa» ha sottolineato la professoressa Laura De Gara, preside della Facoltà Dipartimentale di Scienze e Tecnologie per l'Uomo e l'Ambiente.

Il bando sarà attivo fino al 10 novembre, ulteriori informazioni sono disponibili al sito dedicato.