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Ferri (Magistratura indipendente): "Ora vi spiego la responsabilità civile dei magistrati" Stampa
Scritto da Cosimo Maria Ferri *   
Venerdì 10 Febbraio 2012 17:06

cosimo_fatto_beneIl vero significato dell'attuale dibattito sulla responsabilità civile dei magistrati non deve essere ridotto allo slogan "chi sbaglia paga", che certamente fa effetto sull'opinione pubblica ma che in realtà vuole raggiungere l'obbiettivo di fuorviare i cittadini dagli importanti valori che, a loro protezione, tutela l'attuale normativa.

Il tema è stato al centro del dibattito democratico degli ultimi decenni e ha reso necessario trovare un punto di equilibrio tra opposte esigenze: da un lato quella di garantire i beni e i diritti dei cittadini vittime di errori giudiziari e, dall'altro, quella di evitare condizionamenti al magistrato nell'esercizio delle sue funzioni a tutela dei cittadini medesimi.

A tali contrapposte esigenze ha risposto la legge 18 aprile 1988 n. 117 intitolata «Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati» che concede un'apposita tutela per coloro i quali ritengono di essere stati danneggiati ingiustamente dall'esercizio delle funzioni giudiziarie.

La legge attuale sulla responsabilità civile non è un caso unico, ma si ispira alla legge che disciplina la responsabilità civile degli insegnanti pubblici per i quali, allo stesso modo, è prevista l'azione contro l'amministrazione e non contro l'insegnante personalmente, ferma poi l'azione in rivalsa dell'amministrazione nei confronti dell'insegnante. Questa disciplina è stata ritenuta compatibile con la Carta costituzionale, poiché – nel porre alcune limitazioni alla pretesa risarcitoria, a salvaguardia dell'indipendenza dei magistrati e dell'autonomia e della pienezza dell'esercizio della funzione giudiziaria – assicura un ragionevole punto di equilibrio fra i contrastanti interessi, di rilievo costituzionale, della responsabilità dei pubblici dipendenti (art. 28) e dell'indipendenza ed autonomia della magistratura (artt. 101, 104 e 108). Per la stessa Corte Costituzionale la legge sulla responsabilità del giudice deve essere costantemente letta alla luce del principio costituzionale di indipendenza e autonomia della magistratura. Principio che – qualora fosse introdotta un'azione diretta di responsabilità nei confronti del magistrato – sarà irrimediabilmente compromesso.

In questo modo, infatti, il giudice non sarà più autonomo indipendente e, quindi, equidistante dalle parti, nell'esprimere il proprio giudizio, ma sarà esposto e condizionato soprattutto da chi ha i mezzi politici ed economici per intraprendere contenziosi contro i magistrati.

Il giudice necessariamente deve distribuire torti e ragioni, scontentando una parte o se necessario entrambe a tutela della collettività. Un giudice esposto alle azioni dirette delle parti scontentate non sarà più libero, non sarà più un giudice, e a farne le spese saranno i cittadini.

Nulla hanno a che fare con questo tema le decisioni della Corte di giustizia, anche recentissime, strumentalmente richiamate a supporto di proposte normative dirette a introdurre la responsabilità diretta dei magistrati anche riguardo all'interpretazione della legge.

Anche l'ultima decisione della Corte di giustizia specifica che la legge n. 117 del 1988 contrasta con il diritto dell'Unione nella misura in cui impedisce che lo Stato risponda della violazione del diritto comunitario che derivi «da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall'organo giurisdizionale di ultimo grado», «limitando tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave».

Dunque ciò che la Corte di giustizia dice è che in questi casi deve esserci responsabilità dello Stato a tutela della preminenza del diritto dell'Unione, ma non responsabilità diretta dei magistrati.

Del resto il Consiglio d'Europa, con la raccomandazione del Comitato dei Ministri agli Stati membri sui giudici n. 12 del 2010, adottata dal Comitato dei Ministri il 17.11.2010, ha escluso l'ammissibilità qualsiasi forma di responsabilità civile diretta dei magistrati.

In questa raccomandazione si dice, testualmente, che «l'interpretazione della legge, l'apprezzamento dei fatti o la valutazione delle prove effettuate dai giudici per deliberare su affari giudiziari non deve fondare responsabilità disciplinare o civile, tranne che nei casi di dolo e colpa grave».

Si aggiunge che «soltanto lo Stato, ove abbia dovuto concedere una riparazione, può richiedere l'accertamento di una responsabilità civile del giudice attraverso un'azione innanzi ad un tribunale».

Si sottolinea, infine, che «i giudici non devono essere personalmente responsabili se una decisione è riformata in tutto o in parte a seguito di impugnazione».

La normativa attuale permette al cittadino italiano un giudice forte e indipendente e non solo in balia di timori e di condizionamenti che saranno inevitabilmente mossi dalle parti più forti e da coloro che hanno mezzi e risorse per sostenere i costi e i tempi della giustizia.

L'auspicio è che i cittadini comprendano il significato di questa battaglia che porta avanti la magistratura non per difendere un privilegio ma per garantire l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

* Segretario Generale di Magistratura Indipendente

 
Elezioni per il Comitato direttivo dell'Anm: tutti i candidati di Magistratura indipendente Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 05 Febbraio 2012 20:32


FERRIAccreditata come probabile vincitrice delle prossime elezioni per il rinnovo del comitato direttivo dell'associazione magistrati, Magistratura indipendente ha lanciato la sua sfida all'alleanza Unicost-Md che, attraverso il duo Luca Palamara-Giuseppe Cascini, ha fin qui retto l'Anm.

A voce alta pubblica in esclusiva i nomi dei candidati della lista dei magistrati moderati, capeggiata da Stefano Schirò e Cosimo Maria Ferri.

Figurano tra gli altri Stefano Schirò, Cosimo Maria Ferri, Lorenzo Pontecorvo, Sergio Gorjan, Concettina Epifanio, Loredana Micciché. 

1. Schirò Stefano, Consigliere Cassazione presso Corte Suprema di Cassazione - Presidente di Magistratura Indipendente

2. Ferri Cosimo Maria, Giudice presso il Tribunale di Massa - Segretario Generale di Magistratura Indipendente

3. Amato Sergio, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

4. Ardita Sebastiano, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania

5. Barillaro Michele, Giudice presso il Tribunale di Firenze

6. Bonamartini Cesare, Giudice presso il Tribunale di Brescia

7. Bortolotti Francesca, Giudice presso il Tribunale di Bolzano

8. Canaparo Lorena, Giudice presso il Tribunale di Savona

9. Capoccia Giuseppe, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce

10. Caramello Maria Laura, Presidente di Sezione presso Tribunaledi Torino

11. Epifanio Concettina, Presidente di Sezione Tribunale di Palmi

12. Ferrando Giuseppe, Sostituto Procuratore Presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino

13. Filoni Simona, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Caltanissetta

14. Galoppi Claudio Maria, Giudice presso il Tribunale di Milano

15. Gagliano Chiara, Magistrato ordinario in tirocinio presso Corte di Appello di Palermo destinata come giudice presso il Tribunale di Agrigento

16. Giorgetti Anna, Giudice presso il Tribunale di Varese

17. Gorjan Sergio, Presidente di sezione presso la Corte di Appello di Venezia

18. Graziano Nicola, Giudice Tribunale di Napoli

19. Lai Simonetta, Presidente di Sezione Lavoro Tribunale di Cagliari

20. Lezzi Gennaro, Giudice presso il Tribunale di Foggia

21. Mantovani Maria Letizia, Magistrato Ordinario in Tirocinio presso la Corte di Appello di Venezia destinato come Giudice presso il Tribunale di Ancona

22. Marino Monica, Giudice presso il Tribunale di Messina

23. Miccichè Loredana, Consigliere Appello sezione lavoro presso la Corte di Appello di Roma

24. Monti Umberto Gioele, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno

25. Pagano Mario, Giudice presso il Tribunale di Salerno

26. Persico Maria Rosa, Giudice presso il Tribunale di Udine

27. Picardi Francesca, Giudice presso il Tribunale di Pisa

28. Picciocchi Aquilina, Giudice sezione lavoro presso il Tribunale di Napoli

29. Piliego Alessandra, Giudice presso il Tribunale di Bari

30. Pipeschi Gianni, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa

31. Poggioli Rossella, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna

32. Pontecorvo Lorenzo, Giudice presso il Tribunale di Roma - segretario Anm Roma

33. Romaniello Gerardina, Giudice presso il Tribunale di Potenza

34. Sannite Rita, Presidente sezione lavoro presso la Corte d'Appello de L'Aquila.

35. Carlo Villani, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro

36. Viola Marcello, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Trapani

 
Caso Laudati: Cosimo Ferri (Magistratura indipendente) striglia l'Anm Stampa
Scritto da Cosimo Maria Ferri *   
Sabato 21 Gennaio 2012 22:03

cosimo.maria.ferriL'improvvisa presa di posizione dell'Associazione Nazionale magistrati sulla vicenda del Procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati all'indomani dell' archiviazione da parte del CSM non è condivisibile né per il contenuto né, soprattutto, per il metodo e si presta ad essere letta come una strumentalizzazione della vicenda. Quanto al contenuto, il documento risulta fortemente viziato per la superficialità dell'approccio ad una vicenda complessa che ha coinvolto un magistrato da sempre apprezzato per l' indiscussa stima professionale di cui ha sempre goduto.

Si parla di "atti acquisiti" e si stigmatizza la "predisposizione di una struttura di polizia giudiziaria ubicata all'interno della segreteria del Procuratore della Repubblica e di fatto finalizzata al controllo incrociato delle indagini svolte in diversi procedimenti penali dai sostituti procuratori della repubblica" senza tener conto che ciò è stato smentito dai sostituti dell'ufficio sentiti come testimoni. Giudizi tra l'altro formulati con certezza, ma sulla base di una sbrigativa e superficiale premessa se è vero che, come è dato leggere, essi sono fondati su una mera sensazione quale certamente è quella che traspare quando nel documento si legge che "dalla lettura degli atti sembra emergere".

Quanto, poi, al metodo preoccupa l'assoluta discrezionalità con cui la Giunta dell'ANM decide di intervenire sui diversi casi all'esame del CSM. Ancora una volta l'ANM ha strumentalizzato vicende di cronaca giudiziaria per giocare un ruolo politico intervenendo sulla vicenda di Bari con un documento viziato da molte inesattezze e da non poca superficialità nei suo contenuti e nelle sue conclusioni. Magistratura Indipendente sostiene ormai da tempo che l'ANM debba tornare a fare sindacato e riacquistare credibilità presso la base dei magistrati, che avvertono sempre di più queste strumentalizzazioni.

In altre occasioni si è, infatti, taciuto di fronte a situazioni che apparivano davvero in grado di incidere sull'indipendenza e sul prestigio della magistratura. E' tempo che l'ANM adotti, invece, comportamenti coerenti e soprattutto ponga fine alle disparità di trattamento e di valutazioni. Sul rapporto tra procuratori e sostituti e sul giusto equilibrio tra indipendenza dell'ufficio e autonomia del singolo sostituto si impone il riaprire un serio dibattito, cosa che però fino ad oggi l'ANM non ha mai avuto intenzione di fare.

Magistratura Indipendente si augura di non essere più costretta a commentare simili cadute da parte del Governo dell'Associazione nazionale magistrati, e ribadisce la propria piena fiducia nell'operato del Procuratore Laudati.

* Segretario Generale di Magistratura indipendente