La “guerra dei dazi” tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Popolare di Cina continua a colpire il mercato, specialmente per alcune grandi aziende, come nel caso di Huawei, il colosso della telefonia smartphone asiatica che ha ricevuto nei giorni scorsi il bando sui suoi prodotti per le agenzie federali e per i contractor federali dal governo USA in quanto minaccia per la sicurezza americana e per cybersicurezza, ovvero il National Defense Authorization Act.

Huawei ha pertanto deciso di chiedere alla giustizia statunitense di dichiarare incostituzionale il divieto imposto alle sue apparecchiature, accusando Washington di aver adottato simile soluzione per escluderla dal mercato. Secondo l’azienda cinese il provvedimento è una soluzione legislativa e non giudiziaria, pertanto risulterebbe incostituzionale. In una precedente causa del 6 marzo, l’azienda aveva già sostenuto di essere stata accusata e condannata senza prove e senza la possibilità di difendersi.

In una nota della società si legge che Huawei «ha presentato una mozione di giudizio sommario presso un tribunale federale del Texas, a cui la compagnia chiede di pronunciarsi celermente e dichiarare incostituzionali le restrizioni imposte dal governo Usa all’azienda cinese».

L’udienza per la mozione è stata fissata per il 19 settembre, nel frattempo l’azienda ribadisce la richiesta al governo Usa di «interrompere la campagna sanzionatoria di Stato contro Huawei, perché non genera sicurezza informatica»