Lo scorso 20 ottobre si sono chiusi i seggi, quest’anno online, per l’elezione dei nuovi componenti dell’Anm, il sindacato delle toghe. La votazione ha visto vincitrice Area con 1785 voti. Seconda la corrente moderata di Magistratura indipendente con 1648. Terza la centrista Unicost, dell’ex leader Palamara, con 1212. Quarta Autonomia e indipendenza di Piercamillo Davigo con 749. Segue in ultima posizione il neo entrato gruppo Articolo 101 con 651 voti. Il più votato è Luca Poniz di Area, il presidente uscente, con 739 voti.

 

Per quanto riguarda la distribuzione dei seggi, non ancora ufficiale a causa del calcolo dei resti, abbiamo 11 rappresentanti per Area, 10 per Magistratura indipendente, 7 per Unicost, 4 e 4 rispettivamente per i davighiani ed il gruppo di Reale.

 

Cosa è successo 4 anni fa?

Rispetto all’ultima votazione del 2016 si è registrato un netto calo dei votanti: solo 6.101 quest’anno rispetto agli 8.613 di quattro anni fa. Unicost dal 2016 perde il primo posto: ebbe 2.522 voti e conquistò 13 eletti. Si ripete invece con un secondo posto Magistratura indipendente, che nella scorsa votazione ottenne 1.589 voti e 8 eletti. Salto in avanti per Area, che aveva avuto nel 2016 1836 voti con 9 eletti. Sorte opposta per il gruppo di Davigo, che scende dai 1.271 voti di quattro anni fa.

 

Le reazioni

Eugenio Albamonte, segretario di Area e già presidente dell’Anm, ha commentato: «Soddisfazione per la fiducia ricevuta dai colleghi in un momento così difficile per la magistratura. I risultati ottenuti da Luca Poniz, presidente uscente e primo fra gli eletti a livello nazionale, confermano il buon lavoro fatto da Area in Anm in questi 4 anni».

 

Paola D’Ovidio, segretaria del Mi, afferma: «Il risultato elettorale per noi è una risposta estremamente positiva, come lo è già stata del resto anche per il rinnovo dei Consigli giudiziari. A dispetto di chi immaginava una flessione, una larga platea di colleghi ha risposto in modo compatto, apprezzando il reale percorso di rinnovamento e ponendoci a pieno titolo, anche nel panorama associativo, nel ruolo di protagonisti. Il gruppo si è saputo ritrovare nei grandi momenti di sfida e di impegno, ed oggi è consacrato come la seconda realtà associativa in termini di consensi, davvero assai poco distanti da Area. L’esito dimostra un cambio di rotta nella vita dell’Anm, non condizionato da etichette di sinistra o di destra, con il desiderio di sperimentare delle novità».

 

«Il voto conferma l’esistenza di una pluralità di aree culturali in magistratura. Auguro buon lavoro ai neoeletti che affronteranno un momento di crisi ed auspico che lo facciano nell’interesse di tutti i magistrati senza far mai prevalere, pur nelle sensibilità, logiche di parte», ha detto Giuliano Caputo di Unicost, segretario uscente dell’Anm.

 

Gli eletti

Poniz 739, Casciaro 415, Maddalena 412, Filippetti 404, Albano 381, Perinu 369, Morgigni 363, Scavuzzo 351, Sangermano 347, Bernardo 330, Ribera 327, Santalucia 304, Santoro 301, Reale 296, Ebner 294, Celli 283, Nicastro 278, Infante 275, Tedesco 262, Sapio 262, Cervo 254, Federici 248, Marzocca 237, Maruotti 236, Gagliano 225, Arbore 223, Castiglia 222, Orrù 221, D’onofrio 209, Canevini 207, Vittorio 182, Di Palma 173, Fallo 166, Tasciotti 119, Angioni 105.