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Il modello francese per rilanciare il Pdl PDF Stampa E-mail
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di Redazione   
Martedì 23 Febbraio 2010 11:06
“Oggi il Pdl ha preso una piega diversa rispetto a quella immaginata a San Babila due anni fa: è diventato un partito di apparato, che occupa posizioni, fa nomine e litiga sui candidati alle regionali, invece di essere un partito di idee. Noi siamo in politica per innovare il Paese: il primo passo è far scegliere ai cittadini un Presidente  della Repubblica con poteri di governo, sul modello francese”.
A parlare è l’onorevole Giorgio Stracquadanio. Intervistato oggi da Antonella Coppari per QN.
Si discute tanto in questi giorni sul presente e sul futuro del Popolo della Libertà, su come costruire e strutturare il partito. E il fondatore del Predellino ha in merito idee molto chiare: “Da un lato, siamo in contrapposizione con l'intenzione di Fini di rappresentare una leadership alternativa, dall’altra ci mettiamo in competizione con una serie di persone che vengono sia da An sia da FI e puntano a un partito organizzato in potentati. Una deriva che non ci piace, per questo siamo venuti allo scoperto”.
“Noi non siamo una corrente - chiarisce Stracquadanio - perché non ci interessa la gestione del potere; anche per questo, non ci siamo dati un nome: siamo una rete di parlamentari che vuole avere un rapporto diretto con i militanti dei club della libertà di Mario Valducci per proporre iniziative politiche”.
 
Commenti (1)
modello francese
1 Martedì 23 Febbraio 2010 18:52
Angela piscitellii
la fusione "fredda" fra An e Forza Italia, se ha creato nella base una intesa abbastanza buona tra i due elettorati, non ha sortito lo stesso effetto nei vertici;forse gianfranco Fini maldigerisce cio' che per lui è stato un "matrimonio di interesse";certo è che si ha l'impressione che il Presidente della camera e la sua fondazione si occupino più di contraddire Berlusconi, che di produrre idee con l'effetto di apparire perfino ftocopie mal riuscite del pidi'.I "berluscones" sono blligati a difendersi e ne scaturisce una specie di dualismo coppi-bartali che non giova alla politica.Temo che questo impasse potrà superarsi con una "conta" congressuale che certifichi su quali idee e principi si coagula l'effettiva maggioranza del partito;in questo modo ci potremo effettivamente avviare ad un modello francese più presidenziale, più sensibile, ed anche più liberalE. Noi della base non chiediamo che le riforme,ed abbiamo idee ed iniziativa politica.