| Portiamo Berlusconi nel futuro |
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| Archivio Attualità |
| di Redazione |
| Venerdì 05 Marzo 2010 14:57 |
“Occorre immaginare un partito che sia basato sulla leadership di Berlusconi ma che sia al contempo ancorato alla capacità di essere organizzato sul territorio e di produrre politica di servizio. Noi abbiamo fino ad oggi esplorato solo la prima parte del percorso, dobbiamo imparare a costruire la seconda, un grande leader ha bisogno di un grande partito”.L’onorevole Sergio Pizzolante, intervistato oggi da Sabrina Trombetti per il Predellino, interviene così nel dibattito sul presente e sul futuro del Popolo della Libertà. “Il Pdl - afferma l’esponente azzurro - deve essere basato su un nuovo rapporto, che deve risultare fecondo, tra il leader e un partito radicato sul territorio. Il modello da seguire, e questo lo sostiene anche Stracquadanio, è quello storico del partito francese di De Gaulle: in Francia si è riusciti a costituzionalizzare la leadership. È molto importante fare lo stesso in Italia con Silvio Berlusconi. Il ragionamento quindi non va incentrato sul dopo Berlusconi ma su come noi possiamo portare Berlusconi e il berlusconismo nel futuro”. Ma esiste anche un esempio italiano da prendere seriamente in considerazione: “La Lega è un partito fondato sulla grande leadership di Bossi e nello stesso tempo ha una capacità di essere un partito di servizio con una presenza forte sul territorio. È un modello di partito del Novecento senza però avere gli apparati e le burocrazie del passato. Sta qui la sua modernità. Non è solo un fatto organizzativo, è buona politica, significa imparare a coltivare relazioni virtuose con il territorio, creare collegamenti veloci tra domanda e offerta di buon governo ad ogni livello. Vuol dire inoltre far crescere una classe dirigente più adeguata”. Poi un commento sulle strategie dell’ex leader di Alleanza Nazionale: “Sbaglia il Presidente Fini che immagina un futuro politico pescando le sue nuove idee nelle vecchie idee della sinistra. E si pone, dal punto di vista concettuale, ideale, programmatico in contrapposizione con il popolo del Pdl. E non va bene la logica delle correnti di An, un meccanismo con il quale la corrente viene prima della costruzione del partito e la politica scade”. Per quanto concerne, invece, i recenti e noti fatti di Roma e Milano, secondo Pizzolante vanno ravvisate responsabilità diffuse: “C’è sicuramente una buona dose di sciatteria da parte di qualcuno ma vi è anche una attenzione particolare verso le liste del Pdl da parte dei giudici e delle altre forze politiche. Fa parte delle operazioni di discredito del Pdl”. |




“Occorre immaginare un partito che sia basato sulla leadership di Berlusconi ma che sia al contempo ancorato alla capacità di essere organizzato sul territorio e di produrre politica di servizio. Noi abbiamo fino ad oggi esplorato solo la prima parte del percorso, dobbiamo imparare a costruire la seconda, un grande leader ha bisogno di un grande partito”.