| I numeri di Bondi contro Granata: 8 mafiosi arrestati al giorno. Metà della lista nera |
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| Archivio Attualità |
| di Redazione |
| Mercoledì 25 Novembre 2009 12:11 |
“Ho letto con stupore l’intervista rilasciata oggi al quotidiano ’La Stampa’ dall’onorevole Fabio Granata, dalla quale si potrebbe evincere che i valori della legalità e del contrasto alle mafie non siano costitutivi del codice politico-culturale del Pdl e caratterizzanti dell’azione del governo”. Ad affermarlo è Sandro Bondi, sorpreso (probabilmente non è l’unico) dalle recenti dichiarazioni di uno dei più agguerriti esponenti del fronte finiano. “Apprezzo l’impegno per la legalità - ha premesso il ministro - dell’onorevole Granata e non è mia intenzione di alimentare alcuna polemica nei confronti di un collega parlamentare e amico di partito. Ritengo tuttavia che su temi essenziali e delicati come quelli da lui sollevati non possano esservi fraintendimenti o equivoci”. Il coordinatore del Pdl ha argomentato così il suo pensiero: “I dati del ministero dell’Interno dicono che tra il maggio del 2008 e questo novembre lo Stato ha arrestato in media otto mafiosi ogni giorno. Poliziotti e carabinieri hanno catturato 270 latitanti e tra questi 14 facevano parte della lista nera dei 30 ricercati più pericolosi e 36 facevano parte dell’elenco dei 100 più pericolosi. Assieme agli arresti, negli ultimi tre anni sono aumentai anche i sequestri di beni, il provvedimento più odiato dai clan e dalle famiglie della criminalità organizzata”. “Il governo ha anche approvato una serie di norme antimafia - ha poi aggiunto - che il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha commentato così: ‘Questi provvedimenti un tempo erano gli auspici del giudice Giovanni Falcone, poi portate avanti da altre persone, da ultimo dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso’”. “Come è evidente, e come viene ammesso anche dagli esponenti più onesti e obiettivi dell’opposizione - ha concluso il ministro - il governo presieduto da Berlusconi, e grazie all’impegno del ministro Roberto Maroni e dal ministro Angelino Alfano, può essere considerato a giusta ragione come il governo che più di ogni altro sta assumendo la lotta alla criminalità organizzata come uno degli obiettivi più importanti di un’azione volta a ristabilire il dominio della legalità e della democrazia. Tutti i membri del nostro partito, e non solo dovrebbero essere orgogliosi di questi risultati, ottenuti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura”. |




“Ho letto con stupore l’intervista rilasciata oggi al quotidiano ’La Stampa’ dall’onorevole Fabio Granata, dalla quale si potrebbe evincere che i valori della legalità e del contrasto alle mafie non siano costitutivi del codice politico-culturale del Pdl e caratterizzanti dell’azione del governo”.