«Non mi pare che le nazionalizzazioni, abbiano dato nel passato buoni risultati. E poi mi chiedo: con quali soldi?». Claudio Scajola, ex ministro dei governi Berlusconi e attuale sindaco di Imperia, in un'intervista a Adnkronos, interviene sul dibattito sollevato dal crollo del Ponte Morandi a Genova e si dice contrario all'idea di 'nazionalizzare' Autostrade. Di fronte alla scelta del governo gialloverde di avviare la procedura di revoca della concessione al gruppo Benetton, l'ex parlamentare di Forza Italia invita alla cautela e non alimentare polemiche, preferendo attendere l'esito delle indagini della magistratura, che si augura arrivi in «tempi brevissimi».

«Sono contrario per principio ai processi sommari. La storia insegna quanto siano sempre pericolosi e si ritorcano poi sugli stessi promotori. Non' c'è dubbio che sia un fatto inaudito che possa crollare un ponte in un paese avanzato come l'Italia... È incredibile che chi doveva controllare - e mi pare non solo la società Autostrade ma anche le autorità governative e quanti altri- non abbiamo preso la decisione precauzionale di fronte ai diversi segnali che arrivavano». «Revocare le concessioni? Credo - assicura Scajola - che vadano riviste le concessioni e che vadano modificate. Ma ricordiamoci che per costruire le infrastrutture in questo Paese, bisogna mettere insieme risorse private e pubbliche, altrimenti l'Italia rimane al palo».

Si poteva evitare questa tragedia?

«Certo, se ognuno avesse svolto il suo compito si poteva chiudere in via precauzionale, ma - replica l'ex ministro - parlare adesso, a tragedia avvenuta, senza aspettare l'accertamento dei fatti da parte delle autorità preposte, che spero avvenga in tempi celeri, credo non sia utile a nessuno». «Ora - rimarca il sindaco di Imperia - «c'è l'urgenza di ricollegare Genova, di ricollegare la Liguria per il suo valore economico, penso al porto e ai traffici commerciali di una delle zone più importanti del turismo europeo».

Anche la politica ha le sue colpe?

«Quando penso e dico che sono mancati i controlli, mi riferisco certamente anche alle diverse autorità nazionali e locali», taglia corto Scajola che si tira fuori dalle polemiche sui governi che hanno avuto rapporti con i Benetton, a cominciare da quello guidato da Silvio Berlusconi. «Non voglio cascare in un problema di responsabilità: queste saranno accertate dai magistrati e mi auguro nel tempio più breve possibile, perchè chi sbaglia deve pagare».

«Oggi mi preme dire basta polemiche - insiste Scajola - pensiamo a ricostruire i collegamenti in tempi molti brevi in un territorio come quello ligure, che ha bisogno di infrastrutture e che ha ancora un tratto della ferrovia internazionale che la collega con la Francia, la Spagna e il Portogallo, a binario unico. È urgente quindi, costruire le infrastrutture necessarie al più presto