Le condizioni generali di Taranto restano altalenanti, a cominciare dall’ex Ilva, i cui impianti sono attualmente al centro di un braccio di ferro tra l’azienda Arcelor Mittal e il governo.

Di fronte a questa «generale situazione emergenziale» il primo ministro, Giuseppe Conte, ha indirizzato una lettera ai ministri e all’opinione pubblica, richiedendo l’apertura di un nuovo piano di sviluppo per la città dal nome di “Cantiere Taranto”. L’incipit della lettera infatti evidenzia come il premier reputi «necessario aprire un “Cantiere Taranto”, all'interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l'occupazione e avviare la riconversione ambientale».

Un rinnovamento che non parte solo dall’azienda siderurgica ma che prevede una riqualificazione generale, compreso l’Arsenale della Marina Militare italiana di stanza sullo Jonio e la città. In accordo infatti al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e al ministro per l’Innovazione, Paola Pisano, è al vaglio «un intervento organico per il rilancio dell'Arsenale» e «un progetto di ampio respiro, affinché Taranto possa diventare la prima città italiana interamente digitalizzata», anche in vista dei XX Giochi del Mediterraneo che si terranno nella città pugliese nel 2026.

Nella lettera il premier ha evidenziato: «Il rilancio dell'intera area necessita di un approccio globale e di lungo periodo. La politica deve assumersi la responsabilità di misurarsi con una sfida complessa, che coinvolge valori primari di rango costituzionale, quali il lavoro, la salute e l'ambiente, tutti meritevoli della massima tutela, senza che la difesa dell'uno possa sacrificare gli altri».

Pertanto, in vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì 14 novembre, è stato richiesto ad ogni ministro, nell’ambito delle competenze del proprio dicastero, di «elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare, in quella sede, un primo scambio di idee» per poi successivamente discuterle in una cabina di regia istituita ad hoc «con l'obiettivo di pervenire, con urgenza, a soluzioni eque e sostenibili».