Giunti al 4 maggio, data segnata per la parziale riapertura del paese, il premier Giuseppe Conte sul proprio profilo Facebook ha pubblicato un messaggio, valutando la situazione attuale e affermando che «come mai prima, il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Più saremo scrupolosi e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato».

Il presidente del Consiglio ha invitato gli italiani a collaborare, affermando che «dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Con prudenza, decisi e determinati ad andare avanti ma senza rischiare di fermare il motore. Non c'è una ricetta giusta per garantire la ripartenza, senza pensare in primo luogo alla salute e alla sicurezza di tutti noi. Sono fiducioso, insieme ce la faremo». Questa riapertura infatti «sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità», ricordando che saranno necessarie «la collaborazione, il senso civico e il rispetto delle regole da parte di tutti», invitando a non abbassare la guardia e rispettando anche le più semplici norme, quali «mantenere la distanza interpersonale, indossare la mascherina quando e dove sarà necessario, lavarci spesso e con cura le mani», per non sperperare i sacrifici di questi ultimi cinquanta giorni.

Prosegue nel frattempo il confronto tra le Regioni e il Governo, a seguito della decisione presa da alcuni presidenti regionali di anticipare diverse riaperture, con particolare attenzione al caso della Calabria. Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha impugnato infatti l'ordinanza della Regione Calabria del 29 aprile che prevede l'apertura di bar e ristoranti, le quali non sono ancora consentite. Gli atti sono stati trasmessi come da prassi all'Avvocatura generale dello Stato.

Il ministro ha affermato che eventuali differenze territoriali saranno ammissibili solo dal 18 o nella settimana successiva. In merito al caso calabrese e alle decisioni prese dalla sua presidente, Jole Santelli, ha affermato: «Mi auguro che la presidente Santelli segua le regole, quelle che disciplinano la vita nelle istituzioni. Lei le conosce bene e sa che quell'atto è illegittimo», invitandola a ritirare l’ordinanza e rimproverando la mancata presenza nelle ultime due videoconferenze proposte con i presidenti di regione.

Per quanto riguarda la Lombardia il presidente Attilio Fontana sostiene che, anche se ci saranno alcune riaperture, bisognerà continuare a «rispettare rigidamente quelle regole di comportamento che ancora ci sono, per fare sì che la situazione migliori ancora di più e arrivi a una conclusione. E che se il virus non dovesse scomparire, ci consenta di convivere in maniera accettabile».