L’Italia è stata il primo Paese ad affrontare una tornata elettorale nel post-CoVid e non ha deluso le aspettative in quanto a colpi di scena: il leader della Lega Matteo Salvini aveva preannunciato una vittoria schiacciante del centrodestra, ma al termine dello spoglio ha dovuto ridimensionare le proprie aspettative.

I risultati, infatti, hanno evidenziato un sostanziale pareggio: la Campania ha riconfermato Vincenzo De Luca, governatore uscente, con il 69,9% dei voti contro il 17,8% dello sfidante di centrodestra Stefano Caldoro. Anche in Toscana, dove Matteo Salvini sperava di ottenere una clamorosa vittoria e scardinare una delle roccaforti storiche della sinistra, è stato eletto con il 48,6% Eugenio Giani, governatore di centrosinistra. Probabilmente è la Puglia a consegnare il risultato più inaspettato, dato che i pronostici davano la conferma di Michele Emiliano a forte rischio: il governatore uscente non era sostenuto né dai 5 Stelle né da Italia Viva, ma nonostante ciò è riuscito ad ottenere il 46,9% dei voti. L’unica regione ad aver cambiato colore politico sono state le Marche, passate al centrodestra e a Francesco Acquaroli, che ha ottenuto il 49,1% dei consensi contro il 37,3% di Maurizio Mangialardi del centrosinistra. Le altre due regioni che hanno sostanzialmente rispettato i pronostici della vigilia sono il Veneto, dove Luca Zaia stravince con il 76,8%, e la Liguria che riconferma Giovanni Toti, candidato del centrodestra. 

Nonostante tutti i leader dei vari schieramenti abbiano accolto con entusiasmo il verdetto delle elezioni regionali, molti osservatori hanno sottolineato come questo risultato, unito a quello del referendum costituzionale dove ha vinto in maniera schiacciante il “Sì”, da respiro al governo e lo alleggerisce dalle pressioni accumulate negli ultimi mesi: secondo gli addetti ai lavori avrebbero dovuto essere le elezioni della potenziale spallata ma hanno finito per essere le elezioni della stabilità. 

A confermare questa teoria anche le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza, secondo cui il risultato politico che emerge è un riassestamento dei rapporti anche all’interno dello stesso Esecutivo. Nonostante l'esperimento di coalizione M5S-PD sia uscito sconfitto in Liguria, lo stesso Zingaretti ha affermato: «se ci fossimo alleati avremmo vinto quasi ovunque». Infatti, nella vittoria in Toscana e in Puglia ha influito e non poco il sostegno dell’elettorato 5 Stelle, che ha fatto voto strategico consapevole delle poche possibilità dei propri candidati. Lo stesso leader del M5S, Luigi Di Maio, ha enfatizzata sul risultato del referendum, che lo vede vincitore, ma non ha risparmiato un giudizio critico sul proprio partito che è in calo di consensi.