Un team dell’Università di Los Angeles ha pubblicato su Pnas i dettagli di una nuova insulina messa a punto. Si tratta di un’insulina intelligente che riesce a prevenire i casi di ipoglicemia calibrando in maniera precisa la quantità di zucchero assorbito dai tessuti. In questo modo, la glicemia viene abbassata fino ai livelli normali e non oltre. Circa il 20% dei pazienti con diabete di tipo 2 e tutti i pazienti con diabete di tipo 1, hanno nell’insulina un vero e proprio salvavita, spesso però anche un piccolo errore nella quantità assunta determina pericolosi casi di ipoglicemia.

 

A questa nuova insulina intelligente è stato invece associato un inibitore del trasportatore di zucchero, molecola che serve ad assorbire lo zucchero nei tessuti togliendolo dal sangue. L’insulina intelligente, quando la glicemia scende troppo, blocca parzialmente il trasportatore, e quindi l'assorbimento dello zucchero dentro le cellule, lasciandolo quindi nel sangue e prevenendo l'ipoglicemia.

 

Zhen Gu, della Samueli School of Engineering dell'Università di Los Angeles, autore principale del lavoro spiega « La nostra nuova insulina lavora come una chiave intelligente. Lascia entrare il glucosio nelle cellule, ma ne previene l'eccessivo assorbimento quando la glicemia ha raggiunto livelli normali». L’efficacia dell’insulina è stata testata finora solo su modello murino, ma i ricercatori sperano presto di poterla sperimentare anche sull’uomo.
 

Presto sarà disponibile anche in Italia un nuovo dispositivo per evitare le crisi ipoglicemiche ed erogare insulina solo quando necessario per tutti i malati di diabete. Il microinfusore effettuerà un monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue, i dispositivi attuali bloccano l'erogazione quando la glicemia è già troppo bassa, mentre il nuovo diffusore ha un algoritmo che gli fa prevedere una crisi in arrivo e lo fa agire di conseguenza evitando la pericolosa condizione di ipoglicemia. Il microinfusore è associato a una pompa che eroga insulina.

 

Riccardo Schiaffini, diabetologo pediatra dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma ha spiegato «È un sistema molto promettente. Almeno il 50% dei pazienti con diabete di tipo 1 ha una ipoglicemia notturna, e ogni paziente ha almeno una ipoglicemia grave a settimana» Il dispositivo sarà completamente rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale e potrà essere utilizzato da tutti i pazienti diabetici.

 

Emanuele Bosi, direttore del Diabetes Research Institute dell'ospedale San Raffaele di Milano ha confermato «Questo è un deciso passo avanti. Sono ormai dieci anni che si lavora al pancreas artificiale, e quello che una volta sembrava solo un sogno ormai è una realtà in vista. Nonostante gli enormi progressi degli ultimi decenni c'è ancora molto da fare, lo testimonia il fatto che il rischio di mortalità di un ragazzo diabetico è ancora doppio rispetto a quello di uno che non ha il diabete».

 

Una soluzione, ancora più innovativa, arriva da alcuni ricercatori americani. Un team del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston ha infatti messo a punto un nuovo tipo di insulina che rimane nel circolo sanguigno per ore prima di attivarsi nel momento in cui il livello di glucosio comincia a salire. I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati della sperimentazione su Pnas, hanno ottenuto risultati incoraggianti su modello murino, con una permanenza della molecola nel sangue anche fino a 10 ore.

 

Una scoperta davvero rivoluzionaria, in quanto potrebbe liberare i pazienti dal monitoraggio continuo dei valori glicemici e dai conseguenti rischi legati a sbalzi improvvisi. La versione smart dell'insulina è costituita da una lunga molecola idrofobica fatta da grassi che le consente di rimanere nel sangue per diverse ore legandosi all'albumina, una proteina presente nel plasma. Quando la glicemia supera il livello di guardia l'insulina viene attivata dal glucosio stesso attraverso la Pba, una molecola presente nella struttura chimica dell'ormone.