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Cosimo Ferri (Magistratura indipendente) rilancia sullo snellimento dei tempi della giustizia Stampa
Scritto da Cosimo Maria Ferri *   
Domenica 12 Febbraio 2012 18:35

FERRIVogliamo davvero una giustizia giusta e al passo con i tempi di una società sempre più in rapida evoluzione? È infatti meritevole della massima attenzione l'esigenza del contenimento dei tempi del processo così come statuito dall'articolo 111 della Costituzione e dall'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, ma le proposte di legge appaiono invece contraddire gravemente il concetto stesso di processo, mirando solo a decretare l'estinzione del giudizio per decorso del tempo e sostituendo, a una giustizia che arriva tardi, una giustizia che non arriva più, ossia la negazione stessa della giustizia. Nonostante i dati e le statistiche del Consiglio d'Europa indichino i magistrati italiani come i più produttivi del Continente, sono quelli di gran lunga più oberati di lavoro, con enormi sopravvenienze annue di nuovi processi: la vera causa dell'imponente arretrato. Il Parlamento, ovviamente, gode della più ampia discrezionalità non solo in materia penale, ma anche nella conformazione degli istituti del processo; ciò nondimeno, come ha da tempo affermato la giurisprudenza costituzionale, sebbene pienamente libero nella costruzione delle scansioni processuali, il legislatore non può tuttavia scegliere, fra i possibili percorsi, quello che comporti, sia pure in casi estremi, la paralisi dell'attività processuale, perché in tal modo si finirebbe col negare la stessa nozione del processo e si contribuirebbe a recare danni evidenti all'amministrazione della giustizia. Occorre scongiurare il rischio, per restare alla giurisprudenza costituzionale, che l'equilibrio fra i principi di economia processuale e gli altri valori sottesi all'esercizio della giurisdizione possa essere solo apparente nelle scelte del Parlamento.

In parole povere sono da respingere quelle soluzioni normative suscettibili di «compromettere il bene costituzionale dell'efficienza del processo, qual è enucleabile dai principi costituzionali che regolano l'esercizio della funzione giurisdizionale», così come affermato dalla Corte costituzionale sin dal 1996. Le misure più opportune a contenere i tempi del giudizio non devono mai ignorare il fatto che il principio di ragionevole durata del processo non può comportare la vanificazione degli altri valori costituzionali che in esso sono coinvolti (C. Costituzionale, ordinanza n. 458 del 2002).

La Magistratura è disponibile al confronto con tutti i soggetti istituzionali per individuare assieme, e rapidamente, quei meccanismi di accelerazione del processo che il Capo dello Stato ci ha più volte stimolato ad adottare nell'interesse esclusivo della Repubblica. In particolare intende offrire, come già in passato, un contributo costruttivo e propositivo per affrontare i nodi della giustizia, e per farla funzionare in tempi fisiologicamente ragionevoli, senza necessità di scadenze: e ciò è possibile attraverso misure, alcune delle quali "no cost", che incidano sul funzionamento del sistema giudiziario. Nei giudizi penali, depenalizzazione dei reati di minore allarme sociale, con trasformazione degli stessi in illeciti amministrativi; introduzione di forme di definizione anticipata dei processi, sul modello già in uso nel rito minorile e nei procedimenti avanti il Giudice di Pace; riforma del sistema delle notificazioni, oggi assolutamente obsoleto e fonte di pesanti ritardi; revisione di alcune norme processuali, sottese ad apprestare garanzie puramente formali e destinate a essere sfruttate a fini puramente dilatori; nel processo civile, la semplificazione dei riti e un incremento ragionato delle forme di definizione stragiudiziale del contenzioso. Queste sono solo alcune delle misure che potrebbero essere adottate in tempi ragionevolmente brevi, senza costi per l'erario e anzi con notevoli economie di scala.

A tali misure dovrebbero poi aggiungersene altre, necessariamente onerose ma altrettanto indispensabili, come un netto e deciso incremento degli strumenti di automazione e informatizzazione, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l'incremento degli organici presso le Corti di Appello, fermo da anni a numeri assolutamente fuori della realtà.

Queste e altre le proposte che, ove accolte, consentirebbero di snellire il sistema e di evitare che lo stesso sia condizionato al rispetto di termini tassativi che oggi, in larga parte dei casi, è impossibile onorare. 

* Segretario generale di Magistratura indipendente (Mi)

 
Cosimo Ferri (Magistratura indipendente) attacca Palamara (Unicost) sul rinvio delle elezioni per l'Anm Stampa
Scritto da Cosimo Maria Ferri *   
Venerdì 10 Febbraio 2012 17:13

ferri_perfettoLa convocazione del comitato direttivo dell'associazione magistrati per martedì 14 Febbraio è un evidente segnale che già vi sia un accordo per spostare nuovamente le elezioni.

Non ho davvero più parole e capisco perché in questi anni l'Anm non abbia ottenuto alcun risultato positivo e concreto ed abbia lasciato sola la base dei magistrati: manca qualsiasi capacità organizzativa e c'è poca chiarezza.

Questo balletto sulla data delle elezioni mi vede fermamente contrario, crea incertezza e disorienta candidati ed elettori. Ma a chi lo andiamo a raccontare che le elezioni vengono nuovamente rinviate per il Carnevale e perché le scuole sono chiuse? Scusate ma nel mio tribunale le udienze si terranno ugualmente e non esiste alcuna possibilità di un rinvio per il martedì grasso mentre esiste per fortuna, a meno che la nostra Giunta non ci farà togliere anche questo, il diritto alle ferie che ciascuno di noi legittimamente può richiedere in qualsiasi periodo dell'anno, previa autorizzazione.

È giusto garantire il voto ma allora perché non si è pensato, previa modifica statutaria, al voto telematico e non si invitano le giunte distrettuali ad aprire seggi in tutti i tribunali anche laddove non sia stata istituita una sottosezione? Solo così si garantirebbe l'effettiva partecipazione, il resto è solo strategia politica.

Ed io non ci sto. Anche se immagino che la decisione come al solito sarà frutto di un accordo tra Unicost ed Area (la lista che raccoglie le correnti di Magistratura democratica e Movimento per la giustizia, ndr), che dovremo subire ed alla fine chi voleva rinviare le elezioni per motivi istituzionali otterrà il risultato. Anche nella nostra Anm, purtroppo, gli elettori non contano!

* Segretario generale di Magistratura indipendente

 
Libia-Albania: ministro degli Esteri di Tirana a Tripoli per rafforzare le relazioni bilaterali Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 05 Febbraio 2012 21:30

bandiera_albaneseEdmond Haxhinasto, vice premier e ministro degli Esteri albanese, giunto a Tripoli in visita ufficiale, per discutere con le autorità libiche la ripresa della cooperazione tra i due paesi.

Secondo quanto riferisce un comunicato del ministero degli Esteri albanese, Haxhinasto ha incontrato il suo omologo libico, Ashour Ben-Khaial, con il quale ha discusso «la situazione in Libia, la cooperazione bilaterale e l'assistenza che l'Albania può offrire a Tripoli durante il periodo di transizione».

Il capo della diplomazia di Tirana, prosegue il comunicato, ha garantito al ministro libico «la disponibilità dell'Albania a provvedere assistenza concreta ed ha proposto l'istituzione di un comitato congiunto per esplorare le opportunità di collaborazione nei campi dell'economia, dell'energia e dell'industria delle costruzioni».

Ben-Khaial, da parte sua, ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra i due paesi, sottolineando la necessità di «rafforzare i legami bilaterali a seguito dei recenti cambiamenti in Libia».