Libia e Francia
Il 66% dei francesi si dice favorevole all'intervento militare in Libia: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto IFOP per il giornale francese Dimanche Ouest-France. Il tasso di approvazione rimane invariato rispetto alla settimana scorsa, in una simile inchiesta realizzata sempre da IFOP per il quotidiano France Soir. Il sondaggio è stato realizzato dal 29 al 31 marzo su un campione di 1.003 persone.
Il risultato dell’indagine dimostra inequivocabilmente che i francesi sono molto, molto più furbi degli italiani. Hanno capito che mentre loro realizzavano in Libia – prima della guerra – appena 66 mila barili di petrolio all’anno, noi italiani ne producevamo quattro volte tanto.
Hanno capito, i francesi, che la guerra di Sarkozy conveniva alla Francia, perché Gheddafi aveva un rapporto forte e privilegiato con l’Italia e non con loro.
Hanno capito, i francesi, che i danni di questa guerra, le migliaia di profughi, si sarebbero abbattute sull’Italia perché l’Europa e la Nato sono concepiti da Parigi solo come strumenti a proprio uso e consumo, mentre una parte di nostri connazionali vedono Gheddafi sotto i bombardamenti e pensano a Berlusconi in difficoltà, non agli interessi nazionali.
Che cosa hanno capito gli italiani? Un bel nulla. Credono ancora – perché così gli è stato fatto credere così – che Gheddafi, Ben Alì e Mubarak siano “dittatori” nel vero senso del termine e che, dopo loro, sarà la volta di governi autenticamente democratici, guidati da musulmani moderati amici dell’occidente e tolleranti in fatto di religione, usi e costumi.
Qualcuno crede anche che questa guerra sia realmente stata promossa da francesi e britannici per motivi umanitari. Che dire? Auguri!