Il reggiano Maurizio Landini sarà il nuovo segretario generale della CGIL. Al centro dell'accordo, raggiunto questa notte,  anche la composizione dell'intera segreteria confederale con Vincenzo Colla vicesegretario, insieme ad un'altra vice donna, di cui ancora non è certo il nome. «Abbiamo trovato la soluzione per mantenere unita la Cgil, lo voleva questa sala, lo voleva la nostra, lo voleva anche il Paese», ha detto Colla. «Ho voluto far di tutto per non rompere la Cgil», ha spiegato Colla che ha fatto un passo indietro. «Al voto andrà un unico segretario che sarà il segretario di tutti - ha aggiunto - Ho tolto la disponibilità a fare il segretario generale perché abbiamo fatto un accordo», specificando che il suo ruolo sarà deciso dal nuovo leader.  Questa mattina intanto si riunisce la commissione elettorale nell'ambito del 18/o Congresso nazionale Cgil a Bari, che giovedì porterà all'elezione del nuovo numero uno che succederà a Susanna Camusso che lascia dopo il limite dei due mandati e otto anni come segretaria generale. Nel discorso di ieri Camusso ha lanciato un appello a Cisl e Uil per «un sindacato confederale davvero unitario».

E a proposito dell’intesa raggiunta nella notte il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, a 24Mattino su Radio 24 ha affermato: «Mi auguro che Maurizio Landini, insieme a Vincenzo Colla, lavorino in squadra, perché spero che si crei una linea di discontinuità sulla gestione di Susanna Camusso che ha portato la Cgil, un grande sindacato, a una linea reazionaria, di opposizione politica e pressoché irrilevante». «Il sindacato - ha aggiunto Bentivogli - ha bisogno di rinnovarsi, di modernizzarsi. Quando diventa iper ideologico, quasi al punto da disconoscere le frasi di Luciano Lama, diventa altrettanto innocuo e irrilevante».